Merlo: «Un errore l’operazione Fincantieri in Cina»

Genova - «Pechino annuncia di voler costruire 15-20 navi da crociera l’anno: il pericolo di creare una sovracapacità nel settore delle navi da crociera è evidente».

di Alberto Quarati

Genova - Il conflitto sui dazi tra Europa e Stati Uniti è anche, nota Marco Padovan, fondatore dello studio legale Padovan, un’azione di Washington per bloccare l’avanzata della nuova Via della Seta, che per produrre i suoi effetti ha bisogno dell’accordo dei Paesi che deve attraversare: le imprese italiane ed europee si trovano così divise, a dover scegliere tra due polarità, Cina da una parte e Stati Uniti dall’altra, «propendendo quasi sempre per questi ultimi».

Ma nel nuovo mondo delle barriere, in realtà non ci sono buoni e cattivi: le mosse sullo scacchiere sono sempre violente, e possono rappresentare opportunità ma anche fortissimi rischi. Nello shipping, sottolinea Luigi Merlo, presidente di Federlogistica, c’è un tema che tocca da vicino Genova, e cioè la cessione di conoscenze determinata dall’accordo Fincantieri-Cssc-Carnival: «Pechino - spiega Merlo - annuncia di voler costruire 15-20 navi da crociera l’anno: il pericolo di creare una sovracapacità nel settore delle navi da crociera è evidente, e questo si è determinato perché l’Europa ha permesso un trasferimento di una delle ultime conoscenze appannaggio del Vecchio Continente alla Cina, con il rischio concreto che questo abbia serie conseguenze sull’industria italiana, compreso il cantiere di Sestri Ponente qui a Genova». Anche Merlo sottolinea la necessità da parte dei governi di trovare un maggiore livello di interlocuzione con le realtà internazionali, sia private che pubbliche: «Il ministero dei Trasporti, a mio avviso, dovrebbe sul fronte delle relazioni internazionali migliorare i suoi rapporti con gli altri dicasteri che toccano questi aspetti: oltre ovviamente al ministero degli Esteri, anche quello dello Sviluppo economico».

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