Stretto di Hormuz, il Giappone non invierà navi da guerra

Tokyo - Il Giappone potrebbe però contribuire mettendo a disposizione aerei di pattuglia, aggiunge il giornale, ma da impiegare in aree distanti dallo stretto di Hormuz.

Tokyo - Il Giappone non invierà navi da guerra per unirsi alla forza marittima guidata dagli Stati Uniti per proteggere le petroliere nello Stretto di Hormuz. Lo scrive il quotidiano Mainichi, che cita generiche fonti governative. Tokyo potrebbe però contribuire mettendo a disposizione aerei di pattuglia, aggiunge il giornale, ma da impiegare in aree distanti dallo stretto di Hormuz.
Sarebbero le relazioni tradizionalmente amichevoli che lo legano all’Iran le ragioni da ricercarsi dietro alla decisione del Giappone. Secondo una fonte vicina al ministero degli Esteri giapponese «le navi delle Forze di autodifesa del Giappone (Sdf) non ridurrebbero le tensioni, ma rischiano di aumentarle». «Stiamo monitorando attentamente la situazione e continuiamo a raccogliere informazioni mentre lavoriamo a stretto contatto con gli Stati Uniti e altri Paesi», ha detto il segretario di gabinetto del capo giapponese, Yoshihide Suga. Oltre l’80% del petrolio greggio importato dal Giappone passa attraverso lo Stretto di Hormuz.

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