Compagnie sempre più attente ai profitti / FOCUS

Genova - Migliorano i bilanci dei maggiori vettori del mondo, ma si profila il rischio recessione.

di ALBERTO GHIARA

Genova - Migliorano i conti o si riducono le perdite delle grandi compagnie marittime portacontainer. I dati che arrivano da tre grandi compagnie come Maersk, Evergreen e Zim mostrano bilanci in salute che secondo l’esperto di shipping Lars Jensen, fondatore di SeaIntelligence Consulting, sono il segnale di un cambiamento di strategia: la guerra per l’acquisizione di quote di mercato è terminata a favore di una maggiore attenzione ai profitti. Ap Moeller Maersk ha chiuso il secondo trimestre con un’aumento del 17 per cento dell’Ebidta e tornando in attivo con un utile di 126,5 milioni di euro. Nello stesso periodo dello scorso anno aveva registrato una perdita di 2 milioni di euro. E questo nonostante che il fatturato del trimestre sia rimasto sostanzialmente in linea con quello del 2018: 8,7 miliardi di dollari. Il gruppo danese afferma di aver registrato un miglioramento dei risultati rispetto all’anno scorso grazie a un aumento dei noli e a una migliore gestione della propria attività che gli ha permesso di ridurre i costi.

Evergreen, che è la maggiore compagnia marittima di Taiwan, ha ridotto le perdite in maniera consistente. Nel secondo trimestre del 2019 ha registrato un rosso di 448 milioni di dollari taiwanesi (13 milioni di euro) contro una perdita di 1,8 miliardi (52 milioni di euro) nello stesso periodo del 2018. Il suo risultato operativo è stato di 2,4 miliardi di dollari taiwanesi (70 milioni di euro), mentre l’anno scorso aveva registrato una perdita di 2 miliardi (-58 milioni di euro). Il fatturato è cresciuto del 23 per cento nella prima metà dell’anno, da 38,3 miliardi di dollari taiwanesi (1,11 miliardi di euro) del 2018 a 47,1 miliardi nel 2019 (1,37 miliardi di euro).

La compagnia marittima israeliana Zim ha sorpreso il settore accordandosi con l’alleanza 2M e sostituendo di fatto la coreana Hmm. Anche per Zim il secondo trimestre del 2019 ha visto un netto miglioramento dei risultati, con un utile di 5,1 milioni di dollari (4,6 milioni di euro) contro la perdita di 33,2 milioni (30,2 milioni di euro) del secondo trimestre 2018. Nel giro di un anno, l’Ebitda del secondo trimestre è quadruplicato da 24,3 a 94,4 milioni di dollari (da 22,1 a 85,9 milioni di euro) fra 2018 e 2019. E questo nonostante sia diminuito del 5,3 per cento il numero di container trasportati, da 772 mila a 731 mila, grazie al fatto che sono aumentati del 9,5 per cento i noli medi. In aumento del 3,9 per cento anche il fatturato, da 803,2 a 834,3 milioni di dollari (da 730,1 a 759,2 milioni di euro), sempre riferito ai secondi trimestri di 2018 e 2019.

«Zim - spiega Lars Jensen - ha seguito la via di gestire una minore quota di mercato in favore di un maggiore profitto». Secondo Jensen è anche significativo che Zim attribuisca questi buoni risultati finanziari anche alla sua collaborazione con l’alleanza 2M: «Questo sottolinea lo sviluppo sui mercati transoceanici, per cui, per avere successo su queste rotte, devi avere la dimensione giusta, non soltanto in termini di capacità di stiva, ma anche per frequenza del servizio». La sifda che si profila per i liner, secondo l’esperto, è adesso quello della possibile recessione economica.

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