Conte sceglie il porto di Gioia Tauro per presentare il piano di rilancio del Sud

Un piano, dice il premier davanti a studenti e docenti dell'Istituto tecnico Severi, per dire "mai più rassegnazione, mai più disagio, mai più causa persa. Non vogliamo più narrazioni tossiche per il sud"

Il premier Giuseppe Conte a Gioia Tauro

Gioia Tauro - Un piano decennale fatto pensando ai giovani, per sconfiggere l'idea di un Paese a due velocità e per creare l'Italia del futuro. Il premier Giuseppe Conte ed il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano scelgono Gioia Tauro per presentare - accompagnati dal ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina - il Piano sud 2030, un progetto di sviluppo da 123 miliardi in dieci anni, che, nelle intenzioni del Governo, dovrà sanare il decennale deficit che divide Nord e Sud. Un piano, dice il premier davanti a studenti e docenti dell'Istituto tecnico Severi, per dire «mai più rassegnazione, mai più disagio, mai più causa persa». «Non vogliamo più narrazioni tossiche per il sud - rimarca Conte - le vogliano esiliare e mandare via. Il Sud deve diventare sinonimo di eccellenza». Anche perché, evidenzia, «il rilancio del Sud è anche il rilancio del Nord».

Il premier invita quindi tutti a ricordare la giornata di oggi, San Valentino del 2020. Perché, spiega, è la data in cui «abbiamo aperto il cantiere dell'Italia del futuro e posto le basi per asfaltare la strada del riscatto». Un piano consistente che prevede 33 miliardi di investimenti in opere appaltabili già entro il 2012 per le infrastrutture. Ed è questo uno dei settori fondamentali per riallineare nord e sud perché, dice Conte, il rilancio del Sud «non può non passare dal miglioramento delle infrastrutture, ferroviarie e stradali». In questo contesto rientra anche il lavoro del Governo per portare a quattro ore il tempo di percorrenza dei treni da Roma a Reggio Calabria, le stesse della tratta Roma-Torino. Un obiettivo raggiungibile, ricorda Conte, con i 3 miliardi di euro stanziati per il progetto di alta capacità. E poi i trasporti aerei. La crisi del settore «è una delle maggiori sfide del Governo», afferma il premier, che auspica «una competizione del sistema» per giungere ad una riduzione dei costi per i passeggeri. Senza dimenticare, comunque, la necessità di mantenere gli asset della compagnia di bandiera perché c'è bisogno «del presidio di una compagnia di bandiera» per garantire i trasporti in tutte le regioni. Conte rivendica poi al suo Governo di avere mantenuto l'impegno preso con gli italiani al momento di chiedere la fiducia: rilanciare il sud. Impegno mantenuto col Piano con cui, sottolinea, «siamo qui per piantare le radici delle nostre idee e del nostro progetto ed è la prima volta che un Governo progetta un impegno decennale per il sud». Ed è questa, prosegue, «la politica che ci piace, che offre un lavoro di squadra, un lavoro operoso ed un impegno sincero ed autentico che non si fa distrarre dalle polemiche». Parole che sembrano rivolte alle fibrillazioni degli ultimi giorni con il leader di Italia Viva Matteo Renzi, il cui nome - quando viene evocato dai giornalisti con domande di taglio politico - provocano la reazione di una docente che afferma: «Basta con Renzi, parliamo dei problemi del Sud».

Ma Conte non vuole parlare di polemiche. A buttare acqua sul fuoco dell'ironia social per una foto inserita nelle slide di presentazione del piano che raffigura una veduta di Duino, comune in Friuli-Venezia Giulia, ci pensa Provenzano: «tutto il senso del Piano è che si tratta di un progetto per l'Italia. Di tutto il lavoro vi interessa solo una figura? Va bene: leggete almeno il testo della slide, però». Conte, invece, preferisce rassicurare qualcuno che, scetticamente, gli chiede se le coperture per attuare il piano ci sono. «Sulle risorse sono tranquillo, le abbiamo, cospicue» conclude prima di concedersi ai selfie con gli studenti.

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