Sncm perde il contratto (e i soldi) di servizio pubblico

Marsiglia - Sncm e La Méridionale perdono gli ultimi soldi pubblici. Da ottobre 2016 verrà annullato, con più di 7 anni di anticipo, il contratto per la fornitura del servizio pubblico.

di Alberto Ghiara

Marsiglia - Sncm e La Méridionale perdono gli ultimi soldi pubblici. Da ottobre 2016 verrà annullato, con più di 7 anni di anticipo, il contratto per la fornitura del servizio pubblico (dsp) di collegamento fra la Corsica e Marsiglia, che le due compagnie avevano vinto nel settembre 2013 e che doveva durare per dieci anni, fino al termine del 2023. La mazzata, che mette seriamente in discussione il futuro della stessa Sncm, è arrivata ieri con una sentenza del tribunale amministrativo di Bastia. Il tribunale ha risposto a un ricorso che era stato presentato contro l’assegnazione del dsp da parte della concorrente Corsica Ferries, che aveva perso la gara del 2013. Il ricorso era stato presentato subito dopo l’assegnazione, nel novembre 2013.

Non sono ancora state rese note le motivazioni della sentenza. Il tribunale ha però accolto la proposta del relatore pubblico, un magistrato che interviene in Francia nel corso dei processi amministrativi portando una posizione terza rispetto alle parti. Il relatore aveva sostenuto lo scorso marzo che la bocciatura di Corsica Ferries nel 2013 non era stata motivata. La gara era stata indetta dall’Assemblea regionale della Corsica, che aveva giudicato inadeguata l’offerta di Corsica Ferries, preferendo confermare l’assegnazione del servizio a Sncm e La Méridionale, che ne erano già titolari dal 2007. Complessivamente erano stati assegnati 96 milioni di euro all’anno, di cui 57,5 milioni a Sncm e 38,5 milioni a La Méridionale.

La perdita del finanziamento potrebbe avere due effetti contrapposti. Da un lato, infatti, la compagnia diventa meno appetibile per gli eventuali acquirenti. Il prossimo 22 aprile è attesa la decisione del tribunale di Marsiglia, che deve scegliere fra le tre offerte di acquisto arrivate e approvate dagli amministratori giudiziari della compagnia. Tutti i piani presentati prevedono gli introiti derivati dal dsp. Dall’altro lato, però la perdita del contratto potrebbe rappresentare quella discontinuità con la gestione passata che la Commissione europea sembra aver richiesto per annullare una sanzione da molte centinaia di milioni di euro assegnata a causa di aiuti pubblici illegittimi. Al principio si era parlato di oltre 400 milioni, ma più recentemente Jérôme Nanty, segretario generale dell’azionista di maggioranza Transdev e già presidente del consiglio di sorveglianza di Sncm, ha detto che, interessi compresi, si arriva a 600 milioni. Anche in questo caso, gli aspiranti acquirenti hanno fatto sapere di essere disponibili soltanto se il debito dell’Unione europea verrà cancellato-

Fatti i conti, con dieci anni di servizio pubblico Sncm avrebbe ricevuto circa 600 milioni di euro, proprio la cifra che dovrebbe restituire. La somma fa zero, lo stesso risultato che si ottiene con la sentenza di Bastia e l’eventuale e contestuale annullamento della sanzione europea. Bisogna adesso vedere se questo zero sarebbe sufficiente a far sì che Sncm abbia ancora valore sul mercato o meno. In caso contrario, con la liquidazione della compagnia per assenza di acquirenti o con un’altra soluzione, si aprirebbe la caccia commerciale da parte delle concorrenti per riempire il vuoto lasciato sulle rotte con la Corsica e con l’Africa settentrionale. In prima fila c’è naturalmente Corsica Ferries, che non ha risparmiato energie in questi anni per smantellare il sistema Sncm. A favore di Corsica Ferries ci sarebbero le forze politiche còrse. D’altra parte è còrso anche Pascal Lota, patron della compagnia che ha una doppia identità franco-italiana. Ma potrebbero tornare in lizza anche altri soggetti che si sono interessati al dossier, dalle italiane Gnv e Moby, alla greca Attica, alla danese Dfds

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