Sncm, Bruxelles ritirerà la sanzione / IL CASO

Genova - Nelle mani della Méridionale il nodo del contratto di servizio pubblico

di Alberto Ghiara

Genova - L’Europa spiana la strada alla vendita di Sncm, promettendo l’annullamento delle sanzioni da 600 milioni di euro, ma a mettersi di traverso adesso è la compagnia concorrente La Méridionale, titolare (finora con Sncm) del contratto di servizio pubblico.

Il nodo è proprio il servizio pubblico. L’Unione europea annulla le sanzioni in cambio di discontinuità fra la vecchia gestione e la futura Sncm. Il prossimo 27 maggio il tribunale dovrà valutare le tre offerte ripresentate dai candidati all’acquisto dopo che le prime proposte erano state bocciate. Per sancire la discontinuità, la nuova Sncm non erediterà il contratto di servizio pubblico. Quest’ultimo diviso fra le due compagnie (57,5 milioni all’anno per Sncm e 38,5 per La Méridionale), doveva scadere nel 2023, ma una decisione del tribunale amministrativo di Bastia ha deciso che dovrà essere annullato dall’ottobre 2016. Fatto sta che senza contratto, chi acquisterà Sncm si troverà in mano una scatola vuota, di valore molto ridotto rispetto al previsto.

L’Unione europea ha lasciata aperta la possibilità di ottenere il contratto in sub-appalto da quello che è rimasto l’unico concessionario, ossia la stessa Méridionale. La palla nelle scorse settimane è quindi passata a quest’ultima. Ad attendere una risposta sono i tre candidati, che nei loro piani di acquisto contano su questo contratto. Il presidente della Méridionale, Marc Reverchon, ha risposto alle richieste ponendo condizioni, ad esempio sulla possibilità di dire la propria sulla scelta dell’acquirente di Sncm. Reverchon ha detto che arrivare a uno schema condiviso richiederà mesi. Ma questo, automarticamente, significherebbe che quest’estate Sncm non potrà contare sui soldi pubblici. Il timore è che la posizione di Reverchon possa frenare la vendita della compagnia.

Le tre offerte che sono arrivate al tribunale provengono da Daniel Berrebi (Baja Ferries), Christian Garin (MedPartners) e Patrick Rocca. Lo scorso 22 aprile il tribunale del commercio di Marsiglia ha detto che le offerte presentate non erano accettabili e ha chiesto che venissero riformulate. Questa settimana sono arrivate le nuove versioni e il prossimo 27 maggio il tribunale dovrà riunirsi in udienza per analizzarle. Sncm ha annunciato che le tre offerte prevedono di mantenere fra 780 e 900 dei 1.500 dipendenti attuali. «Le offerte ricevute ieri (giovedì scorso, ndr)- afferma Sncm - hanno tenuto conto delle richieste di Bruxelles e prevedono una sotto-delega del servizio pubblico. La Corsica dovrà quindi esigere dalla Méridionale che lavori con il compratore che sarà stato scelto dal tribunale».

La querelle fra Sncm e La Méridionale è arrivata a scompigliare le carte pochi giorni dopo che il ministro dei Trasporti, Alain Vidalies, aveva annunciato l’apertura della Commissione europea sulla sanzione per gli aiuti di Stato illegittimi. Si tratta di circa 600 milioni, fra soldi da restituire (440 milioni) e sanzioni annesse, che pesavano sul futuro di Sncm, dopo che Commissione e tribunale europei avevano giudicato come non dovuti gli aiuti pubblici ricevuti in due occasioni, ossia al momento della privatizzazione e per lo svolgimento del servizio pubblico.

«La Commissione europea - ha detto Vidalies nei giorni scorsi - ritiene che la discontinuità (tra l’attuale Sncm e quella che sorgerà dopo la vendita, ndr) si è verificata e che il compratore scelto dal tribunale di commercio non sarà obbligato a rimborsare i 440 milioni di aiuti pubblici». Nel caso la vendita non si realizzasse, Sncm sarebbe destinata alla liquidazione.

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