green and tech interviews

Mura (Tirrenia): «Ecco i progetti della compagnia» / INTERVISTA

Genova - Parte stasera il collegamento Genova-Livorno. «Mar Tirreno affollato? C’è spazio per tutti».

di Alberto Quarati

Genova - Questa sera dal Terminal Rebora del gruppo Spinelli partirà, con la nave “Via Adriatico”, la nuova linea tutto merci della Tirrenia tra Genova e Livorno: un’autostrada del mare che, alternandosi con il traghetto “Eliana Marino”, inizialmente avrà tre partenze la settimana , e che da Livorno collegherà Genova con Catania e poi Malta, oppure con il porto di Cagliari, come spiega al Secolo XIX Massimo Mura, amministratore delegato della Tirrenia. Dopo l’apertura della Genova-Salerno da parte di Grimaldi, anche Tirrenia torna a percorrere la dorsale tirrenica della Penisola, con collegamenti tra porti continentali, e non solo tra Continente e isole.

Ma c’è davvero spazio per tutta questa offerta?
«Sì, sappiamo che ci sono quote di traffico che si possono ancora trasferire dalla strada all’acqua, senza contare che dall’anno prossimo per il comparto ci sarà l’opportunità di fare domanda per beneficiare del marebonus previsto dal governo. Per conto nostro dobbiamo creare linee sulla base delle richieste del mercato, e quindi ecco il perché questo nuovo collegamento».

E se l’anno prossimo il greggio tornasse a salire?
«Siamo abituati a modellare l’offerta sull’andamento del greggio, e abbiamo buoni margini di tranquillità: in fondo nel settore siamo ancora tutti qui, nonostante l’impennata del barile oltre i 100 dollari degli anni passati».

A che quote di traffico è fissato il break-even su questa nuova linea?
«Guardi, è ovviamente scritto nel piano d’impresa, ma non posso ancora divulgarlo, per ragioni industriali e diciamo pure per un filo di scaramanzia...».

Lei è nel consiglio di amministrazione di Stazioni Marittime, avete siglato da poco un accordo commerciale con Gnv. Come va il rapporto con Genova?
«Quest’anno abbiamo superato il milione di metri lineari di merce trasportata, abbiamo un rapporto solido con il Terminal Spinelli e con l’agenzia Saimare, siamo agenti di Cotunav. Da compagnia di navigazione posso dire Genova è un porto caro, ma nel quale abbiamo sempre lavorato bene».

La riforma della governance potrebbe definire anche una ridefinizione delle destinazioni d’uso delle banchine. Se vi venisse chiesto di spostarvi a Savona?
«Potrebbe andare bene, ma tenga conto che a decidere dove va il traffico è il mercato. Noi possiamo provare in parte a controllare il traffico, ma per farlo è necessario avere alle spalle delle buone infrastrutture».

Agenzia di Cotunav, accordo con Gnv. Dopo Malta, siete pronti a portare Tirrenia in Nord Africa?
«La Tunisia è un mercato interessante, ma siamo appunto agenti di Cotunav, compagnia di Stato molto forte nel suo ramo. L’Algeria con l’Italia ha livelli di traffico che in sostanza possono essere serviti da navi non specializzate e con frequenze ridotte. Guardiamo tutti con interesse la Libia, nell’ovvia attesa che nel Paese si normalizzi la situazione».

Siete interessati a crescere nell’attività di terminalisti?
«Siamo in gara per Porto Livorno 2000 e per la banchina di Catania, un porto che per noi è strategico, perché è la prima città della Sicilia in termini di attività economiche: punto di arrivo della nostra storica linea con Brindisi e Ravenna, punto di connessione verso Malta, potenziale trampolino verso la Libia».

Ecco, perché tutte le compagnie di traghetti puntano su Malta?
«È un’isola con più di 400 mila abitanti, che ha una sua produzione industriale e soprattutto un mercato di consumo legato all’Italia. Oggi per esempio abbiamo due catene di supermercati, una straniera e una italiana, che approvvigionano Malta dalle piattaforme logistiche della Sicilia, mentre l’altro grande flusso di merce arriva dalla Gran Bretagna, che però è gestito da operatori groupage che di fatto hanno organizzazione e operatività nel Nord Italia. Ecco perché tutti guardiamo al mercato maltese con interesse».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Argomenti: