Fincantieri, il business delle crociere compie 30 anni

Il 29 giugno 1990 veniva consegnata la Crown Princess: fu la prima di una lunga cavalcata. E oggi il gruppo deve superare una nuova sfida

di Matteo Martinuzzi

Venezia - Il 26 giugno del 1990 la prima Crown Princess lasciava definitivamente il cantiere di Monfalcone per dirigersi a Trieste dove tre giorni dopo sarebbe avvenuta la cerimonia di consegna a Princess Cruises. Iniziava così trent’anni fa l’epopea di Fincantieri nel settore della costruzione delle navi da crociera.

Oggi l’azienda triestina è leader mondiale, ma allora si trattava di un’autentica scommessa. La decisione di puntare sul promettente mercato delle navi bianche era maturato a metà degli anni Ottanta dopo che Fincantieri si era trasformata da società finanziaria a società operativa (30 giugno 1984), inglobando tutti i cantieri di Stato.

La prima commessa per la realizzazione di due navi per la Sitmar Cruises fu firmata il 23 dicembre 1985: successivamente questa compagnia venne rilevata da P&O che destinò l’ordine alla controllata Princess Cruises. Si decise di modificare l’originale disegno dell’Ingegner Gianfranco Bertaglia, con l’intervento della celebre archistar Renzo Piano che ideò così per la nuova coppia di navi la silhouette a forma di “delfino”.

Per realizzarle venne scelto lo stabilimento più grande ed avanzato del gruppo, quello di Monfalcone che aveva già completato nel 1965 l’Oceanic, la progenitrice delle moderne navi da crociera.

La crescita del mercato crocieristico e la capacità del Made in Italy permisero poi a Fincantieri di aprire un secondo polo dedicato alla crocieristica con il cantiere di Marghera che debutterà con la consegna della Costa Classica nel 1991.

A quel tempo la navalmeccanica era un’industria sovvenzionata, quindi le commesse venivano acquisite grazie ad incentivi statali, cosa che oggi non avviene più. Fincantieri divenne in pochi anni leader del mercato consegnando la nave dei record assoluti nel 1996 sempre a Monfalcone: la Carnival Destiny, prima nave da crociera al mondo a superare le 100.000 tonnellate di stazza lorda. Con questa unità prendeva il via la corsa al gigantismo navale che vedeva ancora il cantiere isontino battere un nuovo record dimensionale due anni dopo con la Grand Princess.

L’ascesa di Fincantieri non è stata priva di difficoltà: tra il 1998 e il 1999 il bilancio dell’azienda subì grosse perdite a causa dei ritardi accumulati dalle due navi della commessa Disney assegnata allo stabilimento di Marghera.

Ma il mercato continuava a crescere e si decise di destinare altri due cantieri a questo tipo di produzioni ad alto contenuto tecnologico. Lo stabilimento di Sestri Ponente debuttò nel 2003 con la Costa Fortuna e Ancona con la Silver Spirit nel 2009.

L’azienda italiana è stata capace di superare brillantemente altri periodi critici per il settore turistico come gli attentati dell’11 settembre 2001 e la crisi economica del 2008/09, mantenendo inalterata la sua leadership mondiale.

Oggi il settore crocieristico è di fronte all’ennesima sfida: superare la crisi post-covid le cui conseguenze non si possono ancora prevedere. Tutti però confidano sulla resilienza del settore e Fincantieri fortunatamente non si è vista cancellare per ora nessuna commessa: ad oggi ben 35 navi passeggeri sono nel portafoglio ordini dei cantieri italiani del gruppo.

Tanta strada è stata fatta in questi trent’anni di navi, i 4 cantieri nazionali complessivamente  hanno consegnato ben 91 navi da crociera (incluso anche il piccolo Fram di Hurtigruten che potrebbe essere classificato come traghetto) per un totale di 8.023.362 tonnellate di stazza lorda complessive.

Una curiosità: che fine ha fatto la prima nave di Fincantieri? Oggi, dopo diversi cambi di nome, si chiama Karnika ed è di proprietà di Jalesh Cruises che la impiega sul mercato indiano. Attualmente, come il resto della flotta mondiale, si trova in disarmo e al momento è ferma all’ancora nella baia di Mumbai.