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La Francia: "Più controlli sanitari sui prodotti alimentari britannici"

«Non possiamo avere dubbi sulla qualità del nostro cibo. L’attuazione dell’accordo commerciale con il Regno Unito non può portare ad una differenza di trattamento tra i porti europei» hanno scritto in un appello pubblicato su Le Monde l’ex premier Edouard Philippe e altri amministratori

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Londra - I sindaci dei porti francesi della Manica e del mare del Nord chiedono la creazione di una «forza europea di coordinamento sanitario» dedita al controllo della qualità dei prodotti alimentari importati dalla Gran Bretagna. Per i comuni affacciati sulla costa settentrionale della Francia, l’Ue post Brexit corre il rischio di «concorrenza a ribasso tra porti europei» che pur di ricevere più merci e realizzare un fatturato maggiore potrebbero abbassare il livello e la frequenza dei controlli qualità sanitari e fitosanitari.

«Non possiamo avere dubbi sulla qualità del nostro cibo. L’attuazione dell’accordo commerciale con il Regno Unito non può portare ad una differenza di trattamento tra i porti europei» hanno scritto in un appello pubblicato su Le Monde l’ex premier Edouard Philippe, sindaco di Le Havre, Natacha Bouchart di Calais, Patrice Vergriete, di Dunkerque, Frederic Cuvillier di Boulogne-Sur-Mer e Pascal Canfin, presidente della commissione Ambiente e Sanità del Parlamento europeo. Secondo gli amministratori delle città portuali, servono iniziative Ue di tutela sulle merci importate, in quanto ci sono prove della «strategia di dumping che il governo britannico sembra voler promuovere», citando a titolo di prova «le sue recenti dichiarazioni a favore dello sviluppo degli Ogm e l’autorizzazione dei pesticidi neonicotinoidi nel Regno Unito, mentre sono vietati agli agricoltori europei».

A destare preoccupazione è la possibilità che prodotti destinati all’Irlanda del Nord, quindi con standard sanitari ed ambientali britannici divergenti rispetto a quelli vigenti in Europa, alla fine possano finire illegalmente sul mercato europeo. Per i firmatari della lettera aperta, il rafforzamento delle capacità doganali varato dai singoli Paesi Ue è già un primo passo, ma non basta: «Serve un coordinamento al di là dei confini francesi. Al governo francese i sindaci chiedono di proporre alla Commissione e ai partner Ue la creazione di un’apposita forza europea di coordinamento sanitario tra gli attori maggiormente coinvolti, ovvero i comuni, le Autorità portuali del litorale della Manica e del mare del Nord, le autorità nazionali ed europee.

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