Enac boccia la fase B della nuova diga di Genova: "Impatto significativo sul traffico dell'aeroporto"
Il documento consegnato al dibattito pubblico: "Il solo ormeggio della nave di progetto nel bacino di Sampierdarena, in corrispondenza delle due banchine, prossime alla testata ad est della pista di volo, porterebbe ad una consistente “foratura” della superficie di avvicinamento e della superficie di salita al decollo"
Genova - La fase B è sicuramente bocciata. Sulla fase A invece ci sono pochi elementi per poter valutare. Così la diga di Genova non passa l'esame di Enac. Il documento a firma di Claudio Eminente, direttore generale dell'ente nazionale aviazione civile.
"Dalle illustrazioni dei relatori e dai documenti...emerge un’ipotesi di sviluppo della diga foranea, articolata in due Fasi (A e B), che traguarda l’implementazione e l’approdo di mega navi “New Panamax” e “Ultra Large Container Vessel” (ULCV)" premette l'Enac. "Appare osservare che se per la Fase A non risultano disponibili elementi sufficienti a valutare puntualmente la compatibilità delle infrastrutture proposte con i vincoli aeroportuali, è possibile certamente affermare che, nella configurazione finale di Fase B dell’intervento[...] per cui è previsto che le grandi navi portacontenitori di capacità di 24.000 TEU e di altezza di 60 m possano raggiungere anche i terminali posti più a ponente[...], le strutture, i manufatti, le gru, le navi ed il ricorso a sistemi energetici da fonti rinnovabili (eolico), andrebbero ad impattare significativamente sulle caratteristiche fisiche, operative e di sicurezza del vicino aeroporto".
Enac ricalca quello che aveva sostenuto il direttore dell'aeroporto Piero Righi. "Da una prima sommaria analisi effettuata, infatti, il solo ormeggio della nave di progetto nel bacino di Sampierdarena, in corrispondenza delle due banchine, prossime alla testata ad est della pista di volo, porterebbe ad una consistente “foratura” della superficie di avvicinamento e della superficie di salita al decollo, non ammissibile ai fini della sicurezza delle operazioni di volo, se non a condizione di operare penalizzazioni della lunghezza di pista utilizzabile incompatibili con l’operatività aeroportuale. Pertanto, considerata la complessità e il potenziale impatto del progetto, anche in considerazione delle possibili interferenze radioelettriche con la strumentazione di assistenza al volo, appare necessario che lo stesso segua un diverso percorso valutativo".
L'Enac lancia però un salvagente: "Restiamo a disposizione per esaminare il progetto nell’ambito di uno specifico tavolo tecnico finalizzato a valutare la compatibilità aeronautica dei futuri programmi di sviluppo del porto con il limitrofo scalo".
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