Lavoro in porto, a Genova arrivano i professori

Musso e Munari chiamati a scrivere il "modello Genova" dei portuali

Genova - L'idea è disegnare una sorta di «modello Genova» per lo sviluppo del lavoro portuale nel futuro, che traguardi almeno cinque anni, chiamando al tavolo tutti i soggetti che operano in porto e i sindacati, partendo dalla raccolta dei dati di traffico, per costruire un modello previsionale dei fabbisogni in termini di numeri e di tipo di professionalità. È la proposta emersa dall'incontro che ieri ha messo attorno a un tavolo Regione, Comune, Autorità di sistema portuale, terminalisti, sindacati e Compagnia Unica, lanciata dal presidente della Regione Giovanni Toti. Un lavoro cui sono stati chiamati a partecipare anche Enrico Musso e Francesco Munari dell'Università di Genova, esperti di tematiche portuali. Un progetto che procederà al di là delle negoziazioni sui singoli temi messi in evidenza dai sindacati con lo sciopero (sospeso dopo l'incontro in prefettura della settimana scorsa) sulla sicurezza e sul lavoro della Culmv, che nonostante la ripresa dei traffici non cresce mentre aumentano i carichi di lavoro per i dipendenti dei terminal.

«Un tavolo su lavoro e crescita portuale è un ottimo punto di partenza per la discussione sul patto per il lavoro in Liguria» commentano Fulvia Veirana, Luca Maestripieri e Mario Ghini, segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Liguria. «Il progetto è un tavolo di ampio respiro - commenta Musso - in cui cercheremo di prestare la nostra opera anche io e Munari, per fotografare l'oggi ma soprattutto costruire un ragionamento sui fabbisogni in relazione alla prospettive del futuro del mercato del lavoro, dal punto di vista quantitativo e qualitativo: capire come cambierà il lavoro portuale, il tipo di formazione, considerando anche le risorse per gli interventi sulla transizione tecnologica». L'avvio è previsto a settembre.