In evidenza
Blue Economy
Shipping
Transport
Blog
grecia

Il porto del Pireo punta a 10 milioni di teu: “Saremo il riferimento dell’Europa Centrale”

Da aprile 2016 la società ha investito 386,5 milioni sull’Authority (acquisendo il 67% delle quote azionarie), eccedendo la quota di investimento obbligatoria pari a 294 milioni di euro.

Elisa Gosti
2 minuti di lettura

Il porto del Pireo pianifica gli sviluppi futuri. A dichiararlo è Yu Zenggang, presidente dell’Autorità portuale del principale calo greco. Riferendosi alla trattativa con il governo - che ha permesso al gruppo statale cinese Cosco di aumentare la propria quota societaria nell’ente, concedendogli ulteriori cinque anni per portare a termine il piano di investimento - Zenggang spiega che l’Authority punta a «raggiungere una movimentazione di contenitori pari a 10 milioni di teu per diventare il più efficiente e grande punto logistico dell’Europa Centrale e Orientale. Avremo l’opportunità di mostrare il potenziale del porto, lavorando sulle infrastrutture ma anche sulle misure di sicurezza: a questo proposito l’Authority ha portato avanti una serie di misure volte ad assicurare un ambiente di lavoro sano e sicuro».

Ma non basta: Cosco conferma anche il proprio impegno a lavorare per il raggiungimento degli obiettivi climatici posti dall’Unione europea, e quindi per un taglio netto alle emissioni di gas serra prodotte dal porto greco.

In merito alle reazioni delle aziende locali e delle organizzazioni sindacali all’investimento della società nel comparto delle riparazioni navali, Zenggang dichiara che l’obiettivo di Cosco è quello di rigenerare il comparto, rendendo il Pireo una destinazione attrattiva e un riferimento per le riparazioni navali nel Mediterraneo. Lo stesso Zenggang afferma che il contributo dell’Authority al prodotto interno lordo della Grecia nel 2020 è stato dello 0,7%, una quota destinata a crescere ulteriormente, grazie anche alle iniziative proposte da Cosco riguardanti l’agenda Esg (Environmental, Social and Governance). Ma a quanto ammonta il capitale investito da Cosco nel Pireo non solo in termini di risorse finanziare ma anche in termini di acquisizioni, salari pagati, assicurazioni, contributi e tasse? Nel 2021 il gruppo ha realizzato investimenti per oltre un miliardo di euro. Con la costruzione del Molo 2 e del Molo 3 il gruppo ha investito una quota pari a 600 milioni, aumentando in modo significativo, di oltre 7,2 milioni di teu, la capacità di gestione container annuale.

Da aprile 2016 la società ha investito 386,5 milioni sull’Authority (acquisendo il 67% delle quote azionarie), eccedendo la quota di investimento obbligatoria pari a 294 milioni di euro. In più, il gruppo ha offerto 3.000 posti di lavoro diretti alla comunità locale e oltre 10 mila posti di lavoro nei servizi correlati, oltre a contribuire per una quota pari a 1,4 miliardi di euro nella tassazione grazie al correlato versamento di dazi e contributi sociali. Da ultimo il supporto diretto della Cosco all’economia locale si è espresso anche nell’attività della flotta: dal 2010 infatti sono state 3.937 le unità arrivate al porto di Pireo che hanno necessitato di interventi manutentivi e di adeguamento, interventi interamente realizzati dalle aziende sul territorio: «Il porto - continua Zenggang - sta ricoprendo un ruolo di primaria importanza nell’ambito del commercio internazionale grazie alla sua posizione strategica come crocevia del Mediterraneo in grado di collegare il Medio Oriente, i Balcani, l’Europa meridionale e l’hinterland dell’Europa centrale e orientale così come il Canale di Suez. Nel 2009 Cosco Shipping è stata l’unica azienda a credere nel valore del porto del Pireo decidendo di partecipare alla gara di appalto per la concessione dei terminal del Molo 2 e del Molo 3 quando nessuno avrebbe compiuto la stessa scelta. In pochi anni il porto ha acquisito importanza nel Mediterraneo per quanto riguarda il trasporto container e ha guadagnato posizioni nella classifica dei porti mondiali, passando dal 93esimo al 26esimo posto».

I commenti dei lettori