I piani di Royal Caribbean per Fiumicino
Al gruppo americano delle crociere la concessione del porto turistico
Matteo Martinuzzi
Genova - Il gruppo crocieristico statunitense Royal Caribbean è subentrato nella concessione del porto turistico di Fiumicino: è stato autorizzato il subingresso nella concessione demaniale marittima della durata di 90 anni rilasciata dalle Regione Lazio che ha ad oggetto l’occupazione ed uso di 55.000 mq a terra e 988.000 di specchi acquei.
Il gruppo Royal, tramite la società controllata al 100% "Fiumicino Waterfront S.r.l.", ha acquisito la concessione del Porto Turistico di Fiumicino-Isola Sacra, per il prezzo di 11.450.000 euro. L'operazione è il risultato dell'asta avvenuta in seguito alla procedura concorsuale della Società in liquidazione Iniziative Portuali.
Il progetto originale del Porto turistico versa da molto tempo in uno stato di sostanziale blocco e in una condizione di elevato e crescente degrado. Ora c’è l'intenzione di riformularlo con un duplice obiettivo: l'introduzione di un accosto crocieristico di nuova generazione (per una singola nave), rispondente agli standard più elevati di accoglienza dei propri ospiti, e la rimodulazione della prevalente componente diportistica verso il target degli yacht di grandi dimensioni, coerentemente con l'attuale decisa evoluzione di questo segmento del mercato.
Il tutto in una concezione innovativa e sostenibile che mira a sfruttare il rapporto sinergico e complementare delle due funzioni in un contesto di elevata qualità ambientale, architettonica e paesaggistica. L'acquisizione fa seguito ad uno studio di fattibilità che ha esaminato tutti i necessari profili e che ha permesso di consolidare la visione del Gruppo, anche in un'ottica di lungo termine, sulle potenzialità del luogo. Lo studio è stato oggetto di una Conferenza di Servizi Preliminare e della Verifica preliminare del Ministero dell'Ambiente (la cosiddetta "Scoping VIA"), il cui esito ha contribuito a determinare la decisione da parte di Royal Caribbean Group di programmare un investimento pluriennale del valore complessivo di oltre 350 milioni di euro. Nei prossimi mesi i passaggi previsti dalla normativa sono: lo sviluppo del progetto definitivo, che terrà conto anche delle sensibilità espresse dalle amministrazioni e dalle comunità locali, la presentazione della variante di progetto alla Conferenza di Servizi Definitiva e la presentazione dell'istanza per la "Valutazione di Impatto Ambientale" nazionale. Fin da subito partiranno lavori di messa in sicurezza dell'area e di manutenzione straordinaria del Vecchio Faro.
Fino qua gli annunci, ma sono molteplici gli ostacoli da superare, in primis la contrarietà degli ambientalisti locali che temono uno stravolgimento ambientale dell’area (Legambiente si era detta «pronta a fare qualunque cosa per bloccare il piano»). Poi bisogna ricordare che questa iniziativa è avversata dall’Autorità di Sistema Portuale dei porti laziali (l’area di Fiumicino è comunque fuori della sua competenza): sarebbe un concorrente temibile per Civitavecchia, il porto di Roma come viene definito oggi. Infatti quest’ultimo dista un’ottantina di chilometri dal centro della città eterna mentre Fiumicino sarebbe decisamente più vicina e avrebbe l’aeroporto internazionale a pochi chilometri. Infatti la connessione attuale tra l’aeroporto e Civitavecchia non è per nulla ottimale non essendoci servizi pubblici diretti (ad esempio con il treno bisogna tornare su Roma e poi riscendere verso il mare). Ovviamente a Fiumicino bisognerebbe costruire anche le connessioni con il nuovo terminal (come si sa la logistica è fondamentale per questi investimenti) che diventerebbe a quel punto l’hub italiano di Royal Caribbean che sposterebbe le navi da Civitavecchia. Già nel 2019 RCG aveva presentato un progetto che si poneva l’obiettivo di riqualificare la zona e trasformare l’area abbandonata dal 2011 a seguito di intricate vicende giudiziarie, in un porto crocieristico.
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