Dal trasporto marittimo alle spedizioni terrestri e aeree: così si è evoluto il Gruppo Gastaldi
Gian Alberto Cerruti: “La formazione professionale è un aspetto imprescindibile, necessaria alla crescita professionale non solo dell’individuo ma anche, come conseguenza diretta, dell’azienda stessa. Per questo spingiamo molto sulla formazione”
In cosa consiste la Vostra attività? “Il Gruppo Gastaldi è una holding company multiservizi; nata nel lontano 1860 come agenzia marittima pura ha, via via con il corso degli anni, cambiato pelle, diversificando le proprie attività – dice Gian Alberto Cerruti, Amministratore Delegato di Delta Agenzia Marittima del gruppo Gastaldi Holding - Siamo partiti dal mare più di 160 anni fa ed oggi il settore Shipping & Trasport è articolato in un nucleo di società operative, che offrono servizi di alta specializzazione, nei settori tradizionali delle Agenzie Marittime, nelle Spedizioni via mare terra ed aria, nella logistica, nei trasporti di medio e lungo percorso e nelle attività portuali”.
Che cosa pensa della qualità dei servizi logistici offerti dall’Italia?
“In linea generale penso che il livello dei servizi logistici italiani offerti sia molto buono, questo perché ci sono tante aziende specializzate e ancora una certa concorrenza che spinge ogni operatore logistico a migliorarsi sempre di più; il problema più grosso che vedo è più legato all’aspetto infrastrutturale del sistema Paese, che non permette ancora di poter movimentare, in e out, grossi e costanti flussi di merce in modo sereno, creando tutta una serie di colli di bottiglia che in un modo o nell’altro fanno perdere competitività al Paese, un esempio molto attuale potrebbe essere l’inadeguatezza (in termini di capacità) del sistema ferroviario che sbilancia troppo il trasporto su gomma, obbligato questo a circolare su strade (mi riferisco soprattutto alle autostrade del nord ovest) del tutto inadatte a sostenere gli odierni flussi di traffico sia commerciale che civile. Questa problematica spinge gli operatori a ricercare aree logistiche sempre più vicine ai porti, aree che però sono molto spesso già al collasso in termini di capacità ricettiva, generando infine un pauroso effetto domino che si riverbera negativamente su tutta la filiera logistica. Voglio però essere ottimista su questo aspetto, confidando molto in quello che sono gli enormi investimenti in corso e previsti con il PNRR, i quali dovrebbero sicuramente portare ad un importante efficientamento di tutte le maggiori infrastrutture e la contestuale costruzione di nuove infrastrutture strategiche”.
Quali sono gli investimenti che avete fatto o programmato in materia di sostenibilità?
“Essendo Gastaldi un’azienda di servizi, non ci siamo ancora visti costretti ad intraprendere azioni radicali in questo senso (come ad esempio è capitato al mondo del trasporto sia marittimo che terrestre), tuttavia è sotto gli occhi di tutti che il nostro pianeta stia soffrendo in questo momento storico pertanto è nostro dovere come impresa fare gli sforzi necessari destinati ad un drastico taglio delle emissioni di gas serra, riducendo al minimo il nostro “carbon footprint”. Come Gruppo abbiamo intrapreso ufficiosamente una strada sempre più virtuosa, partendo ad esempio con l’installazione di pannelli fotovoltaici e colonnine di ricarica presso la nostra sede di Genova inoltre abbiamo deciso di prendere le più alte certificazioni, in materia di sostenibilità, per tutte le nostre aziende entro il 2024”.
Quanto incide oggi la formazione professionale nel vostro settore?
“In un mondo in continua evoluzione, dove la tecnologia e i processi lavorativi mutano di giorno in giorno, la formazione professionale è un aspetto imprescindibile, necessaria alla crescita professionale non solo dell’individuo ma anche, come conseguenza diretta, dell’azienda stessa. Spingiamo molto sulla formazione e in questo, devo dire con piacere, le Associazioni di categoria tutte svolgono un ruolo fondamentale, proponendo a tutte le aziende loro associate corsi di formazione sempre più completi ed interessanti mirati non solo alle tematiche lavorative specifiche, ma anche al vastissimo campo delle soft skills”.
Quali sono i Paesi che nel prossimo futuro, a suo avviso, incrementeranno gli scambi commerciali con il nostro Paese?
“Diciamo che tutti gli stravolgimenti degli ultimi anni ci hanno insegnato che azzeccare una previsione non è proprio cosa facile, a meno che uno non sia dotato di una sfera di cristallo. Scherzi a parte penso che un’area geografica su cui puntare in questo momento possa essere il Medio Oriente, nello specifico penso alla penisola Arabica, che comprende alcuni dei paesi più attivi in termini di investimenti, basti pensare all’Arabia Saudita, con la sua Vision 2030 oppure agli Emirati Arabi Uniti con innumerevoli progetti nel campo dell’oil and gas, molti dei quali sono già stati assegnati ad EPC italiani. Ecco credo che per i prossimi 10 o 15 anni, gli scambi fra questi Paesi e l’Italia (già molto interessanti) possano incrementare notevolmente”.