Cerruti (Gruppo Gastaldi): “L’importanza di investire sulla sostenibilità”
“Il Gruppo Gastaldi è un’azienda di servizi e come tale, al momento, non ha particolari regole ed obblighi in tema ambientale, tuttavia è ben radicato in noi il pensiero che tutti debbano fare il possibile per ridurre al massimo l’impatto che le nostre attività hanno sull’ambiente circostante, che deve essere salvaguardato a tutti i costi”
Quanto sta incidendo la situazione geopolitica mondiale sulla vostra attività? “Come gruppo di agenzie marittime plurimandatarie e spedizionieri internazionali – risponde Gian Alberto Cerruti, Sales and C/S Manager Gruppo Gastaldi - lavoriamo con il mondo intero, è dunque altamente probabile che una crisi o un conflitto possa impattare in qualche misura sulle nostre attività. In questo momento tanti sono i fronti aperti (conflitto russo-ucraino, conflitto israelo-palestinese, instabilità nel Mar Rosso) ed ognuno di questi ha creato, nelle varie catene di approvvigionamento di competenza, alcuni problemi. Devo dire però che ognuno dei fattori di cui sopra ha avuto impatti negativi sulla nostra attività nell’immediato, cogliendoci in alcuni casi completamente alla sprovvista, ma alla fine variando l’approccio sul mercato e adottando nuove strategie si è riusciti a tenere il colpo senza andare ad affaticare troppo l’azienda”.
Gli investimenti in sostenibilità sono sempre più importanti nel settore trasporti. La vostra realtà come si sta muovendo?
“La sostenibilità aziendale è un tema molto importante ed altrettanto complesso che non copre solo ed esclusivamente l’aspetto ambientale in senso stretto, ma guarda anche all’aspetto sociale ed economico. Il Gruppo Gastaldi è un’azienda di servizi e come tale, al momento, non ha particolari regole ed obblighi in tema ambientale, tuttavia è ben radicato in noi il pensiero che tutti debbano fare il possibile per ridurre al massimo l’impatto che le nostre attività hanno sull’ambiente circostante, che deve essere salvaguardato a tutti i costi. Già da qualche anno il Gruppo Gastaldi ha intrapreso una strada sempre più green, installando ad esempio pannelli solari, colonnine di ricarica, illuminazione led nei propri uffici e, come dichiarato già lo scorso anno, stiamo procedendo con il certificare, una dopo l’altra, tutte le nostre aziende, non solo sotto l’aspetto ambientale, ma anche e soprattutto sotto agli aspetti sociale ed economico”.
Inflazione e caro-energia hanno colpito pesantemente i consumi. Quali sono le vostre previsioni?
“La mia personale idea è che non si possano più fare previsione attendibili ormai o meglio, si possono forse fare delle stime di andamento guardando, però, solo al breve periodo. Penso che il caro energia, in questo momento, non sia il problema principale; vedo molto più rischioso il perdurare dell’agitazione in Mar Rosso, dal quale oramai i grandi liner si tengono a distanza preferendo la circumnavigazione dell’Africa. Questa nuova rotta, molto più lunga rispetto all’originaria via canale di Suez, ha almeno due effetti negativi: l’aumento dei costi di trasporto e quindi, dei noli marittimi e forti ritardi nell’approvvigionamento merce. Questi due aspetti, combinati, porteranno quasi certamente ad un aumento dei prezzi a danno dei consumatori finali, a meno che il mercato non muti in qualche modo per evitare questo circolo vizioso”.
La logistica italiana rappresenta ancora un punto di debolezza del Paese o qualcosa è cambiato negli ultimi tempi?
“Rispetto allo scorso anno non è cambiato l’impegno di tutti gli operatori logistici italiani che, giorno dopo giorno, cercano di dare sempre il meglio in termini di servizi resi. Il vero problema, secondo me, è che siamo sempre in attesa che i lavori per le grandi opere in corso vedano una fine e che si possa finalmente contare su infrastrutture moderne ed efficienti che possano permettere di esprimere davvero appieno il potenziale italiano. Un esempio potrebbe essere che dal 2018 (anno della caduta del Ponte Morandi) ad oggi, nonostante le centinaia di cantieri aperti, l’infrastruttura autostradale non sia ancora adeguata ai volumi di traffico (sia civile che industriale) ma al contrario, sembra essere sempre più congestionata. Questi continui congestionamenti e colli di bottiglia sono molto dannosi spingendo inevitabilmente i grandi importatori ed esportatori a scegliere strade alternative per servire i mercati di riferimento. Se vogliamo competere, come sistema Paese in Europa, è necessario poter contare su date certe per il completamento delle decine di cantieri (Terzo valico in testa) attualmente in corso”.