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l’intervista

Negri: “Affidabilità delle catene logistiche, attenzione al ruolo dell’intelligenza artificiale”

“In Italia, la logistica riveste un ruolo vitale nell'economia, grazie alla posizione strategica del paese nel Mediterraneo, alla sua stretta connessione con l'Europa e alla natura internazionale delle nostre imprese. Senza un sistema logistico robusto, queste imprese verrebbero sicuramente indebolite”

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Il porto di Genova

 

Silt, azienda controllata dal vostro gruppo, ha annunciato l'inaugurazione delle nuove sedi operative a Vado Ligure e a Trieste. Cosa significa questo investimento? «Rappresenta – spiega Aldo Negri, ceo di Finsea - una mossa strategica per rafforzare la nostra presenza e i nostri servizi nei due principali hub marittimi italiani. Dal 2021 abbiamo consolidato le nostre attività core di agenzia marittima e spedizioni, estendendo la nostra presenza nella regione balcanica, in Slovenia, Serbia e Croazia. L’attività di trasporto terrestre era il tassello che mancava al nostro progetto nell’Alto Adriatico, essendo da sempre una delle nostre attività principali. Vado Ligure invece era già servita da Silt con mezzi posizionati ad hoc da Genova, ma con la recente messa a regime della piattaforma container Vado Gateway, avevamo la necessità di offrire un servizio dedicato, puntuale e capillare. Silt Vado rappresenta per noi il naturale completamento dei servizi di autotrasporto in Alto Tirreno».

Come giudica lo stato di salute della logistica nel nostro Paese?

«Valutare lo stato della logistica in un Paese è complesso e richiede considerazione di diversi fattori. Tuttavia, posso offrire alcune osservazioni generali. In Italia, la logistica riveste un ruolo vitale nell'economia, grazie alla posizione strategica del paese nel Mediterraneo, alla sua stretta connessione con l'Europa e alla natura internazionale delle nostre imprese. Senza un sistema logistico robusto, queste imprese verrebbero sicuramente indebolite. Ciò nonostante, ci sono diverse sfide da affrontare, ormai ben note ed evidenti. Tra queste, la sfida infrastrutturale rappresenta uno dei punti principali: nonostante una rete estesa, è necessario modernizzare le infrastrutture per soddisfare le esigenze attuali del trasporto e della logistica. Inoltre, ci confrontiamo con il tema dell'efficienza delle nostre catene logistiche. In un contesto in cui le distanze non sono più misurate solo in chilometri ma anche in tempo, i processi logistici rallentati possono avere un impatto negativo sulla competitività del Paese. A breve, prevedo che saremo in grado di sfruttare l'intelligenza artificiale per migliorare anche in questo senso».

Vi preoccupa l’attuale situazione geopolitica internazionale di forte instabilità dal punto di vista dello sviluppo del vostro business?

«Gli imprenditori sanno che le opportunità stanno anche nelle acque torbide: occorre essere buoni osservatori e saper cavalcare il cambiamento anche se l’esercizio è tutt’altro che facile. Sicuramente ciò che accade in Mar Rosso ci sta penalizzando molto: prima eravamo uno dei primi punti di approdo in Europa con un vantaggio competitivo sul Nord Europa, oggi siamo l’ultimo e con meno efficienza a terra rispetto a loro per recuperare i giorni in più di navigazione. Siamo anche l’unico, tra i Paesi dell’Europa Occidentale, che non ha una alternativa nord, come la hanno Francia e Spagna per esempio».

Che cosa pensa degli investimenti fatti e progettati in Liguria in materia di infrastrutture?

«Sono cruciali per lo sviluppo economico e logistico della regione e del Paese nel suo complesso. La Liguria, con i suoi porti, gioca un ruolo fondamentale a sostegno di quello che ricordo essere il secondo sistema manifatturiero europeo, dopo quello tedesco. Ci sono tre cose che le nostre amministrazioni dovrebbero continuare a tenere a mente: le opere marittime come la diga non servono a nulla se non sono seguite da efficienti opere a terra; l’implementazione dei collegamenti ferroviari sarà fondamentale per incontrare le esigenze di sostenibilità delle catene logistiche europee; lo spazio per le rinfuse in entrambi nostri scali deve essere garantito perché si tratta di commodity vitali per la nostra produzione nazionale in settori chiave come l'automotive, le costruzioni, l'industria alimentare e la manifattura».

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