l’intervista

Avena: “Traffici break bulk, Marina di Carrara e La Spezia sono i porti ideali”

“Ferma restando la vocazione del traffico containerizzato soprattutto per il porto della Spezia, le tendenze degli analisti prevedono una moderata crescita della domanda di merci break bulk a livello globale, trainata soprattutto da settori come l'energia, le infrastrutture, l'industria manifatturiera e la nautica”

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Salvatore Avena  

Che ruolo ha oggi il settore break bulk per i porti della Spezia e Carrara, in termini di traffici e di addetti coinvolti? “I porti della Spezia e Marina di Carrara - risponde Salvatore Avena, rappresentante della Community portuale spezzina, ad di La Spezia Port Service e presidente della sezione Logistica della locale Confindustria - hanno registrato una crescita costante nel movimento di merci break bulk negli ultimi anni, confermandosi come due autentici punti di riferimento. Gli investimenti in infrastrutture e tecnologie, unitamente alla sinergia tra Autorità di sistema portuale del mar Ligure orientale, operatori privati e stakeholders locali, pongono, inoltre, i porti di questo sistema in una posizione ideale per cogliere le opportunità future proprie del mercato break bulk, in continua evoluzione e sempre più orientato verso merci di alto valore e progetti complessi. Penso al settore della nautica come a quello dei macchinari e dei componenti, che sia nel distretto industriale della Spezia che della provincia di Massa Carrara sono in costante crescita. Queste tipologie di merce per loro natura non possono essere gestite con il traffico tradizionale dei container pertanto vengono spesso trasportati via break bulk. E, ripeto, i porti del nostro sistema portuale sono preparati per gestire questi servizi”.
Che sviluppo potrà avere in futuro?
“Ferma restando la vocazione del traffico containerizzato soprattutto per il porto della Spezia, le tendenze degli analisti prevedono una moderata crescita della domanda di merci break bulk a livello globale, trainata soprattutto da settori come l'energia, le infrastrutture, l'industria manifatturiera e la nautica. Tuttavia, per gestire con efficienza i traffici break bulk sono necessari aree e spazi che oggi purtroppo sono già impiegati per i traffici containerizzati, traffici che, come detto, rappresentano la vocazione storica del porto della Spezia. In ogni caso bisogna prendere atto che il futuro potrà avere un segno positivo solo se riuscirà a integrare l’esigenza di spazi con infrastrutture in grado di gestire anche i trasporti delle merci da destinare in break bulk. Trattandosi inoltre, di un mercato specializzato non si potrà prescindere per gli operatori terminalisti dalla necessità di acquisire sempre di più anche le migliori competenze con formazione e innovazione con particolare attenzione sul Project Cargo”.

Con la pubblicazione del regolamento per le Zls, quali sono i prossimi passi per la Zls alla Spezia?

“La pubblicazione del regolamento segna un punto di partenza importante per la Zls alla Spezia. Tuttavia, è necessario un impegno concreto da parte di tutti gli attori coinvolti per trasformare la Zls in un reale motore di sviluppo per il territorio. Questo significa prima definire rapidamente il processo amministrativo per il riconoscimento della Zls. Una volta avviato lo strumento sarà fondamentale l’azione di regia dell’Autorità di sistema soprattutto per dar vita a un piano strategico di sviluppo e di marketing territoriale per le aree interessate dalla Zls che si estendono dalla Liguria alla provincia del parmense”.

Qual è l’obiettivo?

“L'obiettivo primario è comunicare e quindi far comprendere agli operatori l’opportunità di avviare insediamenti logistici ma anche industriali in queste aree, che sono parte integrante del corridoio Ten-T della rete core del Corridoio Scandinavia-Mediterraneo. Ma la vera novità del regolamento sta nel comma 5 dell’articolo 12 che prevede, all’interno delle Zls la possibilità di istituire zone franche doganali intercluse, zone che dovranno essere autorizzate dall’Agenzia delle Dogane. In questo quadro è del tutto evidente il ruolo centrale che potranno avere i nostri imprenditori già presenti nelle aree retroportuali di Santo Stefano Magra che, lo ricordo, è un’area compresa nella rete Ten T nella Zls, dista solo 7 km dal Porto della Spezia ed è collegata dalla rete ferroviaria. Non credo sia cosa da poco!!”.