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Annunziata: “Per completare il sistema logistico bisogna tornare a parlare di ultimo miglio”

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Il porto di Napoli

 

“Il 2025 sarà l’anno del Pcs per il sistema portuale del Tirreno centrale”, assicura il presidente dell’Authority, Andrea Annunziata. La modernizzazione degli scali di Napoli, Salerno e Castellammare è al centro dell’azione dell’Ente, anche grazie agli investimenti resi possibili dal Pnrr sui fronti dell’ambiente, della digitalizzazione e della sicurezza. Obiettivi importanti sia per le merci, sia per i passeggeri, con questi ultimi che stanno vivendo un vero e proprio boom.

“Ho appena partecipato - racconta il presidente - all’Università Federico II a un convegno sulla realizzazione delle strade tutelando l’ambiente. È il nuovo corso, una possibilità finora trascurata, ma importante per accogliere i turisti. Il Pnrr dà la possibilità non soltanto di realizzare banchine e dragaggi, ma anche di modernizzare i nostri scali. Qui fra Pnrr e fondi regionali e europei abbiamo quasi 1 miliardo di euro da gestire. Se in Italia e in Europa si elettrificano le banchine, vuol dire che si è cominciato a capire l’importanza dell’ambiente”.

Quanto è importante il turismo per i porti campani?

“Nel 2023 abbiamo avuto 10 milioni di passeggeri, siamo stati secondi soltanto a Hong Kong a livello mondiale. Napoli, Salerno e Castellammare hanno segnato un successo sul fronte dei passeggeri e del turismo”.

E sul fronte delle merci?

“Nel 2023 abbiamo movimentato 1,6 milioni di teu, risultato che quest’anno contiamo di ripetere. Nella logistica se si danno segnali positivi il successo è immediato. Gli armatori si programmano per arrivare anche prima che finiscano le opere. In questo senso è importante anche la Zes”.

Che tipo di porto state disegnando?

“Noi non puntiamo tanto al transhipment, che movimentiamo soltanto nella giusta quantità. Quello lo fa Gioia Tauro. Noi guardiamo a quello che produce il territorio. Siamo al servizio delle imprese in un raggio di 200-300 chilometri. Se i porti funzionano ne beneficia l’economia di tutta la regione. E l’aumento dell’attività portuale è direttamente proporzionale all’aumento della semplificazione delle procedure, della burocrazia, dell’amministrazione. Se si investe in questo automaticamente aumenta il traffico nei porti: questo può andare di pari passo con l'applicazione del Pnrr. Ma abbiamo anche altri interventi, come quello al molo Beverello, con la stazione per i passeggeri che ha cominciato a funzionare quest’estate”.

A che punto sono i nuovi piani regolatori di Salerno e di Napoli e che cosa contengono?

“Per Salerno siamo in dirittura d’arrivo. Per Napoli è pronta la fase preliminare, entro la fine dell’anno invieremo i documenti all’organismo di controllo del ministero. Il settore logistico deve dare risposte sia all’attività manifatturiera sia al turismo. Per questo dico che è molto importante l’ambiente. Ci sarà un potenziamento non soltanto delle infrastrutture materiali, ma anche di quelle immateriali”.

Cioè?

“Penso al Pcs, port community system, per rendere più scorrevole il transito delle merci. Ridurre il tempo di sosta in porto è importante per gli imprenditori. Anche la sicurezza è importantissima: un porto non è come un aeroporto in cui tutti devono passare sotto a un metal detector, c’è bisogno di un controllo più capillare”.

Quando entrerà in funzione il Pcs del sistema portuale del Tirreno centrale?

“Il 2025 sarà l’anno del port community system”.

Ci sono altri aspetti che secondo lei dovrebbero ricevere maggiore attenzione anche a livello nazionale?

“Per completare il sistema logistico bisogna tornare a parlare di ultimo miglio, perché prima era all’ordine del giorno, ma adesso non se ne parla più. E poi si deve cominciare a discutere di energia nucleare. In questi anni l'inquinamento è stato provocato anche dall’utilizzo di fonti fossili: quanto se ne sarebbe evitato con l’energia nucleare? E infine un invito agli armatori. I porti sono industrie all’interno delle città che hanno dato problemi all’ambiente. Stiamo elettrificando le banchine, ma occorre anche rinnovare le flotte, perché girano traghetti che hanno 50 anni di vita”.


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