Gli spedizionieri genovesi scommettono sull’air cargo: “Dobbiamo intercettare il traffico dell’e-commerce”
Giachero: “L’aeroporto Colombo è una piattaforma vitale per il porto e per l’intera città. Deve essere sposato dall’intero cluster dello shipping, ci vuole consapevolezza dell’importanza di questo scalo per la blue economy”
L'aeroporto di Genova
“Ogni volta che l’economia è sul punto di ripartire viene fuori un problema”, nota Andrea Giachero, operatore portuale e presidente di Spediporto, l’associazione genovese delle case di spedizione. Il riferimento è oggi al conflitto in Medio Oriente come ieri a quello in Ucraina, e prima ancora al Covid o alla crisi finanziaria. Sulla chiusura del Mar Rosso “oggi non abbiamo ancora segnali negativi sui nostri traffici, ma il rischio è che vengano perse opportunità di crescita del commercio, perché non si sa quello che accadrà domani. E c’è anche l’incognita delle elezioni”, in particolare quelle americane, che possono avere un grande peso sui conflitti in corso. “Il fatto è che - continua Giachero - dovremmo tenere fuori la politica dalla nostra attività. Oggi non ci sono più leader mondiali di riferimento. Entrambi i candidati negli Stati Uniti (Donald Trump e Kamala Harris, ndr) non danno garanzie”.
Insomma, una situazione di instabilità di fronte alla quale gli operatori faticano a trovare quelle condizioni che permetterebbero di investire a ragion veduta, in uno scenario di continuità che invece manca. Quando risponde alle domande di “L’Avvisatore Marittimo”, Giachero è in partenza per Panama, per partecipare all’assemblea di Fiata, la federazione mondiale dei freight forwarder, assieme a altri 1.200 delegati di 109 associazioni, in rappresentanza di 40mila imprese. I temi dei vari panel sono porti, traffico aereo, magazzini, digitalizzazione. Per Spediporto è un’occasione di incontri b2b e di lanciare a livello internazionale il progetto Goas, per lo sviluppo del traffico aereo nell’aeroporto genovese. “Il Cristoforo Colombo - dice Giachero - è una piattaforma vitale per il porto e per l’intera città. Deve essere sposato dall’intero cluster dello shipping, ci vuole consapevolezza dell’importanza di questo scalo per la blue economy”. Il presidente degli spedizionieri recentemente nella propria attività privata ha fatto il salto di qualità cedendo a una grande holding la propria impresa familiare, Priano Marchelli, ma mantenendone la gestione operativa. Quando guarda alle recenti vicende del Colombo, però, è preoccupato: “La gestione totalmente pubblica non va bene”, dice, riferendosi all’acquisto della quota del 15 per cento che era in mano a Adr da parte della Camera di Commercio di Genova, che ha fatto sfumare, almeno temporaneamente, l’ingresso nel capitale di Msc, gruppo dell’armatore sorrentino Gianluigi Aponte.
“È importante avere un grande partner commerciale privato”, aggiunge Giachero. Per Spediporto e per il progetto Goas il futuro assetto del Colombo è fondamentale. Gli obiettivi sono tanti. Sul fronte passeggeri, intercettare i crocieristi provenienti da America e Far East che oggi, anche quando la nave parte da Genova, si imbarcano a Civitavecchia o Barcellona. Sul fronte delle merci, gli obiettivi sono “far arrivare qualche aeromobile più grande”, per andare oltre i voli gommati gestiti oggi; e “intercettare il traffico dell’e-commerce e i grandi player che oggi passano dagli aeroporti del Nord Europa per le merci destinate all’Italia”. Intanto Goas ha già cominciato a investire in infrastrutture, come i 200mila euro per l’apparecchio X-ray dual use per scansionare tutte le merci. Per agganciare i player del Far East, intanto, è stata organizzata una missione in Asia.
Oltre alle elezioni americane, ci sono anche quelle locali, in seguito al terremoto giudiziario che ha colpito la Regione Liguria. “La macchina delle grandi opere - dice Giachero - è partita e non si può fermare. Dobbiamo avere garanzie sui tempi di queste opere, a partire dalla Diga, che permetterà al porto di Genova un salto di qualità nel Mediterraneo, ma anche per Terzo valico e Gronda autostradale. Stiamo vivendo un momento tormentato e caotico, ma quello che mi dà fiducia è che tutto il cluster non ha cambiato visione, si va avanti a testa bassa perché il lavoro fatto fino a oggi è stato ottimo”. Per quanto riguarda invece la Green logistic valley, il progetto logistico legato alla Zls, si aspettano segnali da Roma. “Renderebbe competitivo in primis il distretto delle riparazioni navali, la cantieristica, la nautica da diporto, favorendo il reshoring. Ma anche altre aziende come Ansaldo, Leonardo, Fincantieri, e più piccole come Phase Motion”.
I commenti dei lettori