Port-La Nouvelle vuole diventare la capitale europea dell’idrogeno
Firmato un memorandum d'intesa finalizzato allo sviluppo dell'impianto galleggiante di importazione di idrogeno
Elisa Gosti
Il terminal di Port-La Nouvelle accelererà il passaggio all'energia pulita in Europa, diventando un hub vitale per l'importazione di grandi volumi di idrogeno. Nella città francese affacciata sul Mediterraneo, sono stati, infatti, avviati i piani per lo sviluppo di un terminal galleggiante per l'importazione di idrogeno.
In un contesto internazionale in cui gli sforzi continuano a concentrarsi sulla transizione verso le nuove energie, Höegh Evi, società leader nelle infrastrutture energetiche galleggianti, ha annunciato l'intenzione di sfruttare la propria esperienza con il gas naturale liquefatto per lanciare uno dei primi terminali di importazione di idrogeno in Europa. Da qui il progetto, realizzato in stretta collaborazione con i funzionari del porto marittimo francese di Port-La-Nouvelle, che ha portato alla firma di un memorandum d'intesa finalizzato allo sviluppo dell'impianto galleggiante di importazione di idrogeno.
“Grazie alla sua posizione strategica e alla presenza di infrastrutture marittime ben consolidate, Port-La Nouvelle si trova nella condizione ideale per diventare un punto di ingresso chiave per l'idrogeno e i combustibili a basse emissioni di carbonio. Insieme stiamo portando avanti la transizione energetica, creando un hub cruciale per l'energia pulita in Europa” spiega Erik Nyheim, Presidente e Ceo di Höegh Evi.
Situato nella regione dell'Occitania, la seconda regione più grande della Francia, Port-La-Nouvelle sta lavorando intensamente allo sviluppo del nuova infrastruttura portuale. I lavori di costruzione e adeguamento delle infrastrutture dovrebbero essere completati in tempo utile per consentire al porto di dare avvio alle operazioni già all'inizio del 2026. Port-La-Nouvelle sarà il primo scalo francese a gestione privata sviluppato da Semop e l'energia sarà uno dei suoi principali mercati di riferimento.
L'attuale progetto di costruzione prevede l'espansione del porto da 60 a 210 ettari e l'aumento della profondità dell'acqua a 16 metri per poter ospitare navi fino a 80mila tonnellate di portata lorda. Port-La-Nouvelle sarà, per grandezza, il terzo scalo della Francia nel Mediterraneo, con nuovi terminal, un'area dedicata all'assemblaggio di turbine eoliche galleggianti offshore e banchine per carichi pesanti.
L'aggiunta di un terminale per l'idrogeno nel porto occitano, come dichiarano gli addetti ai lavori, accelererà il passaggio all'energia pulita in Europa consentendo alla struttura di diventare un hub vitale per l'importazione di grandi volumi di idrogeno, una vera e propria porta per il continente. Il piano prevede che l'idrogeno venga importato da produttori situati in Medio Oriente, Nord Africa e nelle Americhe.
In collaborazione con progetti europei, quali HySoW Hydrogen e l'operatore di gasdotti Teréga, Hoegh e Semop, ci si aspetta anche che il terminal di importazione galleggiante colleghi Port-La Nouvelle alle principali infrastrutture di trasporto dell'idrogeno, rafforzando così l'attrattiva industriale ed energetica della regione occitana e promuovendo la crescita dell'occupazione.
“Port-La-Nouvelle è lieta e non vede l’ora di poter gestire nuove tipologie di traffico - ha dichiarato Hans Kerstens, Ceo di Semop Port-La Nouvelle - Negli ultimi anni il nostro porto ha effettuato investimenti significativi per espandersi e prepararsi per il futuro. Il nostro obiettivo è diventare un soggetto abilitante nella transizione verso l'energia green”.
Il terminal faciliterà l'importazione di un massimo di 210mila tonnellate di idrogeno annue già nel 2030, seguendo la tempistica impartita dal progetto e l’interazione con il gasdotto francese per l'idrogeno a cui sarà collegato. I partner stanno collaborando alla valutazione di fattibilità e alla progettazione della soluzione infrastrutturale all'interno del porto.
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