La semplificazione normativa: una leva strategica per il rilancio dei nostri porti
L’intervento del presidente di Fedespedi
di Alessandro PITTO
Alessandro Pitto
Come presidente di Fedespedi, la Federazione Nazionale delle Imprese di Spedizioni Internazionali, credo davvero che il settore della logistica rappresenti un pilastro fondamentale per l’economia italiana. I numeri parlano chiaro: nel 2022 (ultimo dato ufficiale disponibile misurato da Fedespedi) il comparto ha generato un fatturato di circa 30 miliardi di euro, contribuendo per il 2,5% al Pil del nostro Paese .
Per il settore dello shipping di linea, il 2024 si chiuderà con il probabile raggiungimento della cifra record di 180 milioni di teu movimentati; è ancora più interessante notare che il rapporto fra commercio internazionale e PIL mondiale è risalito al livello di 1,6, numero che non si raggiungeva dal 2011 e che rappresenta una notevole inversione di tendenza rispetto al dato medio di 0,8 registrato nel periodo 2012-2023.
E’ anche vero che i volumi di fine 2024 sono spinti da strategie anticipatorie attuate dai caricatori, che imbarcano le merci con largo anticipo al fine di costituire stock di riserva e proteggere le proprie supply chain dal verificarsi di eventi avversi.
Come ben sappiamo, infatti, il settore dello shipping e della portualità (su scala globale e nazionale) si trova a fronteggiare sfide cruciali.
La crisi geopolitica nel Mar Rosso ha ridotto del 60% il traffico merci attraverso il Canale di Suez, costringendo molte compagnie a scegliere rotte alternative, più lunghe e costose, come quella che doppia il Capo di Buona Speranza .
L’impatto economico di questa crisi non si limita ai costi operativi e ai tempi di consegna, ma si riflette sulla competitività stessa dei nostri porti, che rischiano di essere marginalizzati rispetto ai concorrenti del Mediterraneo occidentale e del Nord Europa.
Gli hub portuali del nostro Paese stanno, inoltre, scontando il trend poco dinamico dell’import-export nazionale su cui pesa la contrazione della domanda dei nostri partner commerciali extra UE. A settembre 2024, registrano un calo su base annua le esportazioni verso USA (-13,4%), Giappone (-12,3%) e Cina (-5,2%).
In questo contesto, la semplificazione normativa non è solo auspicabile, ma imprescindibile. Un sistema regolatorio snello e coerente può diventare una leva strategica per attrarre traffico sui nostri porti e rilanciare la loro centralità nel commercio internazionale.
Come Fedespedi abbiamo identificato alcune priorità strategiche per il settore e in questa sede mi preme evidenziarne alcune che ritengo essenziali per migliorare la competitività dei nostri porti e dell’intero sistema logistico:
Riforma della Legge 84/94
Il dibattito circa la riforma dell’attuale normativa non si è mai sopito e ha, anzi, recentemente ripreso vigore. A tal proposito, ci preme sottolineare che un’eventuale riforma debba assicurare una semplificazione normativa che eviti sovrapposizioni di competenze fra enti regolatori e di controllo, che mantenga e rafforzi una capacità di pianificazione e coordinamento a livello nazionale, che snellisca gli iter autorizzativi a carico di enti pubblici e operatori privati
Riscoperta della Merce
La merce deve tornare ad essere il focus che guida gli investimenti degli operatori pubblici e privati; una volta realizzate le opere pubbliche che garantiscono l’accessibilità marittima e terrestre ai nostri porti, non dobbiamo scordare di realizzare strutture e servizi che attraggano e trattengano le merci; migliorando il complessivo livello di servizio offerto. Va in questa direzione l’adozione di strumenti come la Carta dei Servizi alla merce che stabilisca standard di qualità e indicatori di performance vincolanti per gli operatori della filiera, migliorando la trasparenza e l’efficienza del sistema .
Digitalizzazione del settore
La digitalizzazione è cruciale per ridurre i tempi di attraversamento e semplificare le procedure doganali. Il recepimento della lettera di vettura elettronica (e-CMR) e il rilancio della Piattaforma Logistica Nazionale sono passi nella giusta direzione.
Investimenti nella sostenibilità
La transizione ecologica rappresenta una sfida, ma anche un’opportunità per attrarre nuovi investimenti e rafforzare l’attrattività del nostro sistema portuale e logistico. Shipping e portualità stanno compiendo importanti investimenti per abbattere le emissioni di CO2, ma occorre fare i conti con i limiti insiti nelle tecnologie attualmente disponibili. Per questo, riteniamo utile istituire dei meccanismi di incentivo e premialità per le aziende del settore che adottano pratiche innovative e sostenibili .
L’Italia ha davanti a sé un’opportunità unica per consolidare il suo ruolo di hub logistico del Mediterraneo. La posizione geografica strategica deve essere supportata da un sistema normativo moderno e competitivo, che favorisca la digitalizzazione, l’efficienza e la sostenibilità.
Come Fedespedi, continueremo a lavorare per promuovere una logistica all’altezza delle sfide globali, convinti che un sistema portuale forte e ben regolato non sia solo un vantaggio per il nostro settore, ma per l’intero Sistema Paese.
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