La circolare 25/2024 dell’Agenzia delle Dogane e l’importanza del dialogo
Un punto centrale della nuova circolare è l’approccio chiaramente delineato in materia di ravvedimento operoso. L’introduzione di criteri chiari e definiti rappresenta un passo decisivo per consentire agli operatori di correggere eventuali errori formali in buona fede
di Domenico de Crescenzo
Domenico de Crescenzo
La pubblicazione della circolare dell’Agenzia delle Dogane 25 del 2024 rappresenta un segnale importante di apertura e di dialogo da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. In qualità di Vicepresidente Fedespedi, accolgo con soddisfazione i chiarimenti riportati, che recepiscono alcune delle principali istanze presentate dalla nostra Federazione insieme con Confetra nell’ambito della riforma doganale come disciplinata dal Decreto Legislativo 141/2024.
Un punto centrale della nuova circolare è l’approccio chiaramente delineato in materia di ravvedimento operoso. L’introduzione di criteri chiari e definiti rappresenta un passo decisivo per consentire agli operatori di correggere eventuali errori formali in buona fede, prevenendo conseguenze sproporzionate sia in termini amministrativi che penali con riferimento alla fattispecie del nuovo contrabbando per dichiarazione infedele (art. 79 del Decreto Legislativo 141).
Tra gli aspetti più rilevanti sottolineati nella circolare, vorrei evidenziare:
Regolarizzazioni a posteriori: la possibilità di sanare posizioni doganali irregolari con l’applicazione della sola sanzione prevista dall’art. 103 del Decreto Legislativo 141/2024, purché l’inesattezza non sia stata causata da intenzioni fraudolente. Questo aspetto assume particolare importanza per le imprese che, in buona fede, si trovano a dover gestire situazioni di non conformità, spesso derivanti dalla complessità operativa dei trasporti.
Revisione delle dichiarazioni su istanza di parte: la conferma della possibilità di correggere dichiarazioni doganali entro tre anni senza incorrere in sanzioni amministrative o contestazioni penali di contrabbando. Questo approccio rafforza il principio di proporzionalità e la centralità della buona fede come criterio guida nell’azione doganale.
Fedespedi ha lavorato intensamente per rappresentare le esigenze delle imprese del settore all’Agenzia delle Dogane e al Ministero dell’Economia, evidenziando come fosse indispensabile introdurre meccanismi di flessibilità e di tutela per gli operatori. La nostra richiesta di includere il ravvedimento operoso nel quadro normativo è stata accolta e questo testimonia la volontà dell’Agenzia di collaborare con le associazioni di categoria per trovare soluzioni equilibrate.
Rimane cruciale continuare a monitorare l’implementazione pratica delle disposizioni della nuova riforma doganale, assicurandosi che gli uffici doganali applichino le nuove regole in modo uniforme e coerente su tutto il territorio nazionale. Inoltre, riteniamo fondamentale proseguire il confronto con le istituzioni – a partire dal MEF - per affrontare ulteriori aspetti critici della riforma, come la soglia dei 10.000 euro, limite di diritti evasi che fa scattare la fattispecie di contrabbando per dichiarazione infedele e la qualifica dell’IVA all’importazione come dazio di confine.
Su questo ci tengo a sottolineare che sono in discussione in questi giorni alcuni importanti emendamenti alla Legge di bilancio che fanno proprie le istanze presentate da Fedespedi e Confetra che mirano ad aumentare a 100.000 euro la soglia di dazi evasi che fa scattare il reato di contrabbando
ed escludere il reato di contrabbando e l’applicazione della confisca della merce nei casi in cui l’operatore ricorra all’istituto del ravvedimento operoso dando continuità e sostanza sul punto a quanto comunicato dall'Agenzia Dogane e Monopoli con la circolare sopracitata.
Concludo sottolineando come la collaborazione tra settore pubblico e privato sia essenziale per garantire un sistema doganale moderno e competitivo. Il nostro impegno come Fedespedi è quello di continuare a essere un interlocutore attivo e costruttivo, al servizio delle imprese e del commercio internazionale.
(l’autore è vicepresidente Fedespedi con delega ai rapporti con l’Agenzia delle Dogane)
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