Pessina (Federagenti): “Reefer, buon momento per il mercato italiano”
“Per quanto riguarda i maggiori porti di imbarco, rispetto al 2023, si registrano perdite di volume su Vado, Trieste e Genova. In positivo, invece, il trend su La Spezia, Livorno, Venezia e Napoli. Monitorando, nello specifico, lo scalo di Genova, è il primo anno di leggera flessione dopo una crescita continua e costante dal 2021”
Paolo Pessina, presidente nazionale degli agenti marittimi
«Per le merci reefer in export dall’Italia – dice Paolo Pessina, presidente di Federagenti, a proposito del settore reefer e logistica del freddo - il 2024 si è chiuso con una buona performance rispetto al 2023: parliamo di circa un +5% pari a un incremento globale di 8.605 teu, anche se alcuni porti hanno subito consistenti flessioni, legate anche alla crisi geopolitica in atto in aree strategiche del Paese. Il maggior impulso alla crescita dell’export è quella del non stagionale che ha visto buoni volumi soprattutto per foodstuff, dairy products, wine, mentre il segmento della carne congelata nel 2024 ha confermato gli usuali flussi verso West Africa e Sud-Est Asia a fronte però dei soliti e noti problemi sull’esportazioni di carne congelata suina per la Cina, commodity che in passato aveva fornito i volumi più interessanti su questo settore».
Il settore della frutta?
«Il segmento frutta, che nel nostro Paese risente da sempre della mancanza di una vera e propria contro-stagione nel periodo maggio-luglio a livello di varietà di prodotti in esportazione overseas, per le due principali commodities, mele e kiwi, ha fatto segnare un discreto flusso: per le mele (con l’Egitto, una delle più importanti destinazioni per questa merce, che ha mantenuto mediamente gli stessi volumi del 2023) e una riduzione per la parte kiwi che di anno in anno è sempre più impattata dalla forte crescita/concorrenza di Grecia e Iran e dal fatto che sulla parte east bound per il far east l’anno scorso siano state utilizzate anche reefer vessels che hanno ulteriormente ridotto il volume a disposizione per la parte container. Riguardo alle destinazioni, in confronto con il 2023, si sono registrati ottimi volumi su Usa, Israele e Giappone.
I nostri scali sono attrezzati, dal punto di vista infrastrutturale, per movimentati certi prodotti?
«Per quanto riguarda i maggiori porti di imbarco, rispetto al 2023, si registrano perdite di volume su Vado, Trieste e Genova. In positivo, invece, il trend su La Spezia, Livorno, Venezia e Napoli. Monitorando, nello specifico, lo scalo di Genova, è il primo anno di leggera flessione dopo una crescita continua e costante dal 2021 a oggi. Le sfide e opportunità per il 2025 saranno certamente funzione diretta della situazione geopolitica e mi riferisco in particolare alla situazione medio orientale, a cui è anche legata la riapertura totale del Canale di Suez, allo sviluppo del conflitto tre Russia e Ucraina e alla la politica commerciale che verrà messa in atto da Trump a cui vedremo se seguirà una reazione della Cina. Esistono poi altri fattori che potranno determinare cambiamenti nell’assetto del mercato fra cui l’arrivo di Gemini con conseguente effetto domino sullo scacchiere di servizi e cooperazioni; l’integrità delle schedule dovrà essere garantita in modo da poter assicurare un numero maggiore di sailings rispetto a quanto fatto nel 2024».
Quali sono, dal suo punto di vista, i principali investimenti da fare sulle nostre banchine per incrementare i traffici?
«Detto che anche le filiere del reefer richiedono nella portualità mondiale spazi di accentuata specializzazione – chiude il presidente di Federagenti - si può affermare che per gli scali italiani, in un quadro logistico integrato, si pone il problema principale legato alla disponibilità dei vuoti. Per concludere: la sempre maggior parcellizzazione del carico e le revenue mediamente più alte su questo segmento, portano ad un crescente numero di clienti interessati alla parte Rf, una buona cosa che porta però, nel day to day, ad un maggior sforzo amministrativo nella gestione di un carico sempre più polverizzato».
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