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Tosetto (Interporto Padova): “Vogliamo diventare parte di un’alleanza a livello internazionale”

“Le tensioni globali non giovano al commercio internazionale e l’imposizione dei dazi, se confermata per un periodo abbastanza lungo potrebbe ridefinire la localizzazione delle filiere produttive”

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Come è stato influenzato il trend di traffico e di attività dell'interporto negli ultimi anni segnati dalla disruption della catena logistica ? “Interporto Padova non ha risentito in modo particolare di queste tensioni - risponde Roberto Tosetto, direttore generale di Interporto Padova - e ha proseguito il trend di crescita degli anni precedenti sia in termini economici che di traffico. Per esempio nel 2021 sono stati movimentati 396.802 teu il 10 per cento in più rispetto al 2020, anno del Covid e nel 2024 Interporto Padova ha raggiunto i 411.987 teu, record storico che avvicina molto il terminal padovano ai volumi di alcuni porti italiani. Il trend è sempre stato in crescita, avrebbe forse potuto essere maggiore senza le crisi internazionali ma nel caso di Interporto Padova è frutto sia della generale richiesta di più trasporto ferroviario intermodale in Italia sia delle scelte compiute che hanno potenziato e incoraggiato il trasporto di semirimorchi, aprendo rotte anche verso inland terminal europei, oltre a quello, storico di container marittimi, con i porti”.

Che cosa pensate della crescita di queste tensioni?

“Non c’è dubbio che le tensioni globali non giovano al commercio internazionale e l’imposizione dei dazi, se confermata per un periodo abbastanza lungo potrebbe ridefinire la localizzazione delle filiere produttive. Ma più che la modifica delle rotte quello che preoccupa è il possibile effetto di rallentamento globale della crescita economica, che si traduce in una diminuzione dei beni da trasportare. Parallelamente, per ragioni da un lato di sostenibilità ambientale, dall’altro di difficoltà a trovare autisti per i camion, in Italia e in Europa c’è una richiesta maggiore di trasporto merci ferroviario. E’ difficile capire adesso come questi due fenomeni si combineranno. Interporto Padova ha dimostrato in passato la capacità di essere flessibile e in grado di adeguarsi rapidamente alle mutate esigenze di mercato ed è quello che faremo anche in questa situazione”.

Che obiettivo ha la ricerca di un partner per il terminal e come sta andando?

“Siamo leader da un punto di vista tecnologico e anche di movimentazione, e facciamo un ragionamento prospettico non dovuto alla necessità, ma dovuto all’opportunità. Siamo un player importante a livello nazionale e vogliamo diventare parte di un’alleanza più ampia a livello internazionale. L’obiettivo è rafforzarci in un mondo che cambierà, ci saranno sfide nuove, noi adesso siamo in una posizione di forza relativa rispetto anche ad altre realtà simili alla nostra ed è quindi il momento giusto per rafforzarci ulteriormente”.

Che importanza ha avuto la recente assegnazione delle manovre ferroviarie?

“La manovra ferroviaria è fondamentale per la gestione di un terminal e il proseguimento della stretta collaborazione con Mercitalia Shunting & Terminal consolida l’efficienza operativa della nostra struttura. La regia delle manovre è in mano alla nostra responsabile del terminal, loro ci mettono il servizio con uomini e mezzi, potenziato adesso anche con le nuovissime locomotive ibride da manovra pesante, che sono anche più green”.

La sostenibilità è rilevante nella vostra programmazione? Perché?

“La sostenibilità è scritta nella nostra storia, nell’essere un terminal intermodale che sposta i traffici dalla strada alla ferrovia. Ma non basta, abbiamo sempre pensato la sostenibilità come valore di responsabilità sociale della nostra attività. Quindi abbiamo puntato sul fotovoltaico che adesso alimenta in buona parte le nostre gru elettriche a portale, ma anche alla digitalizzazione e all’automazione. In sintesi, digitalizzare le procedure e automatizzare i gate stradali e ferroviari ci ha permesso di ridurre in modo drastico il tempo di attesa e carico/scarico dei Tir eliminando tonnellate di emissioni inquinanti, oltre che di rendere più efficiente il terminal. Per ricordare altri due interventi, oltre 10 anni fa avevamo installato sui tetti dei magazzini un impianto fotovoltaico (diverso da quello realizzato adesso nel terminal) che è stato appena ammodernato da 16 MW e abbiamo aperto il primo distributore pubblico di metano liquido”.

Siete interessati alla Zls veneziana?

“Siamo interessati nella misura in cui è una iniziativa che può contribuire allo sviluppo dei territori e quindi delle imprese che possono usufruire dei nostri servizi. La logistica è come un’orchestra, servono tanti bravi musicisti, non basta un solista anche di rilievo”.

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