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crociere in crisiper colpa dei pirati

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In Kenya l’industria delle crociere sta subendo una forte crisi per colpa della pirateria. Le statistiche dell’Autorità portuale nazionale indicano che tra gennaio e febbraio di quest’anno, solo quattro unità da crociera hanno toccato la costa del Paese, a fronte delle 12 del 2009 e delle 11 del 2008.

Più che il numero delle navi, colpisce il calo del numero dei passeggeri: fino a questo momento se ne sono contati solo 1.500, contro gli 11 mila dello scorso anno. Il problema, è che in Kenya i primi quattro mesi dell’anno sono la stagione di picco massimo.

Nel primo trimestre dell’anno, gli attacchi dei pirati sono stati 18, contro i 21 dello scorso anno. Ma la loro area d’azione si è notevolmente estesa. Secondo l’International Maritime Bureau, in media i pirati operano in un arco compreso tra la costa dell’Oman fino al canale del Mozambico, e possono spingersi fino a 775 miglia nautiche (circa 1.247 chilometri) dalla costa somala, dove fanno base.

Ma questo non esclude che alcune bande dispongano di mezzi così sofisticati da poter superare le 1.000 miglia nautiche: 1.609 chilometri, abbastanza per raggiungere le navi da crociera che incrociano sempre più distanti dalle coste africane.

Ma dall’associazione del Turismo costiero di Mombasa sostengono che l’impatto della pirateria è comunque piuttosto contenuto, anche se, per quanto riguarda le crociere, molti turisti hanno deciso di cambiare destinazione.

A giovarsi di questa situazione è stato soprattutto il Sud Africa. Nonostante questo, il numero di turisti in Kenya, in base all’Ufficio nazionale dedicato al settore, sarebbe addirittura cresciuto, nel periodo fra gennaio e aprile, del 16 per cento.

Tuttavia, non si nasconde la preoccupazione per la quasi totale perdita delle crociere: perché si tratta di un turismo ricco, con forti potenziali di crescita, sottolineano dall’associazione di Mombasa. Proprio per questo, la città, che ospita il principale porto del Kenya, progetta la costruzione di due nuovi approdi per navi da crociera.

La scadenza per le manifestazioni d’interesse doveva chiudersi il 28 aprile. Invece, è ancora tutto aperto. Oltre ai pirati, pesa il clima di incertezza politica che aleggia sul Paese, e che rende più difficili, rispetto a un tempo, gli investimenti da parte di società straniere.