FLOTTA PUBBLICA

TIRRENIA VERSOIL COMMISSARIAMENTO

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Per 26 anni ha esercitato un potere pressoché illimitato, muovendo le leve di Tirrenia dalle sale di palazzo Caravita di Sirignano, ex cenacolo per aristocratici progressisti affacciato sulla Riviera di Chiaia, vecchia Napoli chic. Da oggi, il mito dell’inaffondabilità di Franco Pecorini si incrina pericolosamente. Perché Tirrenia - stando alle indiscrezioni che filtrano da Palazzo Chigi - sarà commissariata. A sostituire Pecorini ci sarà un altro gran commis di Stato. Forse lo stesso Maurizio Prato, direttore dell’agenzia del Demanio e già boss di Fintecna, la società del Tesoro che fino a questo momento ha tenuto in mano le quote Tirrenia. Ma si parla anche di uomini Finmeccanica.

Ecco come sono andate le cose: martedì sera il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge per «assicurare la regolarità del servizio pubblico di trasporto marittimo» in estate «nelle more delle procedure di dismissione della società Tirrenia». Ora, i fidi bancari a cui è aggrappata la flotta pubblica sono in scadenza. Gli istituti di credito hanno chiesto che la gestione della cassa passi da Palazzo Sirignano alla Fintecna. Il commissariamento dovrebbe essere sancito oggi. Strumento: un decreto del presidente del Consiglio. Una norma che prima di diventare ufficiale, dovrà comunque essere sottoposta alla firma del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Fin qui, le motivazioni dei documenti. Ma c’è già qualcuno che su quest’ultima mossa del governo storce il naso. Negli ambienti vicini a Tirrenia, c’è malumore. La sensazione è che questo commissariamento abbia poco a che fare con i malandati conti della società, e molto invece con la gara per privatizzarne le spoglie. Una processo sulla cui regolarità hanno alzato il sopracciglio in parecchi: politici, armatori, sindacalisti. All’ombra di Palazzo Sirignano, il ragionamento è questo: perché proprio ora? Perché non all’inizio della privatizzazione? L’unica società che ha presentato domanda è Mediterranea Holding, dove il maggior azionista è il potente governatore siciliano Raffaele Lombardo. Sette-otto giorni, e lo Stato dovrà dare il suo “ok” alla cessione di Tirrenia a Mediterranea. «L’unico che poteva dare noie, era Pecorini - si dice in alcuni uffici Tirrenia -. Se lui viene detronizzato, tutto andrà liscio: Tirrenia passerà dallo Stato alla Regione Siciliana. Ed ecco fatta la “privatizzazione”...». A meno che Pecorini non venga nominato lui stesso commissario. Il Gattopardo continua.

ALBERTO QUARATI

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