«tavoli separati»

tirrenia, sindacatiai ferri corti

1 minuti di lettura

Sulla vertenza Tirrenia, è tensione fra sindacati. Il segretario generale della Uiltrasporti, Giuseppe Caronia, avverte che «se dovessimo ancora registrare prese di posizione sul nostro operato come quelle recentemente espresse da altre organizzazioni, cosa che noi non ci siamo mai permessi di fare, non esiteremo a chiedere al Governo che la vertenza Tirrenia venga affrontata su tavoli separati».

Il riferimento è alle dichiarazioni di dirigenti Cisl

Il dirigente sindacale Uil auspica «che dopo il segnale di attenzione del ministro Matteoli nei confronti dei lavoratori della Tirrenia in lotta per la difesa del loro posto di lavoro, il 6 settembre prossimo possa essere l’inizio di un vero confronto di merito capace di portare a soluzioni chiare e definitive che ridiano certezze e serenità ai lavoratori ed alle loro famiglie».

Caronia afferma, tuttavia, «che sarà un percorso impervio e pieno di ostacoli, ma sarebbe davvero paradossale se quello più difficile da superare fosse causato dagli irresponsabili ed irricevibili giudizi sul nostro operato da parte di chi ha la presunzione e la pretesa di considerare come radicalismi ed avventurismi le posizioni diverse dalle sue e che rischiano di cancellare un rapporto pluridecennale che aveva, tra l’altro, cementato una comune responsabile politica sindacale». Politica, osserva il dirigente sindacale, «grazie alla quale la Tirrenia, a differenza di quanto accaduto alle società di massa e di linea (Sidermar, Almare, Italia, Lloyd Triestino etc.) dell’ex Gruppo Finmare, ha continuato sino ad oggi ad esistere». Secondo Caronia, «non sono le parole che denotano serietà, saggezza o senso di responsabilità, specie se usate velenosamente e che spesso nascondono inerzia, incapacità e frustrazione, ma le azioni e la concretezza»