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Tirrenia ancora nella bufera. In attesa che il parlamento voti sul decreto che stanzia nuovi fondi per la compagnia di Stato, il commissario straordinario D’Andrea ha prorogato il termine per la presentazione delle manifestazioni d’ìnteresse al 20 ottobre (sono già arrivate alcune offerte, tra cui quelle di Moby e Corsica Ferries) ma, nel frattempo, sul fronte del mantenimento delle linee arrivano notizie preoccupanti.

L’Autorità portuale del Nord Sardegna - in assenza di comunicazioni ufficiali dall’azienda - ha informato ieri che sarà sospesa la linea tra Genova, Olbia e Arbatax poiché il Domiziana, il mezzo che faceva la spola tra il capoluogo ligure e l’isola, dovrebbe essere sottoposta a degli interventi tecnici di adeguamento per ottemperare ai requisiti imposti dallo Stockholm Agreement, il cui primo termine utile per la «messa a norma del traghetto», come stabilito dal Decreto Legislativo 14 marzo 2005, numero 65 è, non a caso, il primo ottobre 2010.

La linea, quindi, dovrebbe essere sospesa da domani per riprendere non si sa quando, visto che pare che il traghetto non sarà sostituito. «Mio malgrado - spiega Paolo Piro, presidente dell’Autorità Portuale del Nord Sardegna - ho dovuto apprendere la notizia della cancellazione della linea dall’ufficio accosti che ha trovato alcune incongruenze nella richiesta di scalo. Nessuna comunicazione ufficiale, ad oggi, è arrivata da parte della compagnia Tirrenia. Fatto grave, questo, che viene rafforzato da un altro aspetto non trascurabile: una situazione societaria che non lascia intravedere molte speranze nella ripresa del servizio».

Piro ha scritto direttamente al ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli e al presidente della Regione, Ugo Cappellacci chiedendo di intervenire.

Al di là delle previsioni sul futuro, il fatto è che si tratta di una linea convenzionata per cui Tirrenia riceve fondi specifici e che, come tale, va mantenuta per garantire la continuità territoriale tra l’isole e il continente.

Il deputato Mario Tullo, Pd, annuncia la presentazione di un’interrogazione: «La gestione fallimentare del governo sul processo di privatizzazione sta gravando pesantemente anche sull’operatività della compagnia e le conseguenze sono gravi sia per gli utenti che per i dipendenti della società». Preoccupato anche il presidente della Provincia Alessandro Repetto che parla di «fatto gravissimo e inaccettabile, su cui esprimo un giudizio totalmente negativo perché la decisione provocherà ricadute molto pesanti per l’economia e il sistema dei collegamenti marittimi tra Genova e la Sardegna». E anche Fabio Marante, Filt Cgil, ricorda che «si tratta di linea convenzionata che, per questo, va mantenuta. Siamo vicino ai lavoratori e anche ai cittadini sardi che perdono un servizio».

SA. C.