IL RETROSCENA
PARTONO LE SCOMMESSESUL RITORNO DI PECORINI
Sarà perché Franco Pecorini ha governato sopra i traghetti pubblici per 26 anni, dal 1984 al 2010, ed è così inevitabile che si continui a parlare di lui anche adesso che è uscito di scena per far posto al commissario Giancarlo D’Andrea. O forse sarà perché - ed è la tesi più probabile - qualche abboccamento c’è stato, anche se poi non è detto che vada a buon fine. Fatto sta che, tra gli armatori italiani, c’è chi è pronto a scommettere che il Cavaliere del Lavoro sia pronto al ritorno in grande stile in Tirrenia. Magari attraverso l’offerta per la privatizzazione di un fondo di investimento.
La voce - per adesso è nulla più - è alimentata dal fatto che alcuni armatori, nelle settimane scorse, si sarebbero fatti avanti con la Compagnia italiana di Navigazione, uno dei raggruppamenti in campo, proponendosi per affiancare Moby, Snav-Gnv, Grimaldi Napoli nell’acquisto dei traghetti pubblici. Tali armatori, avrebbero riferito di essere stati contattati anche da un altro raggruppamento in cui sarebbe coinvolto niente di meno che l’ex numero uno del gruppo armatoriale.
Il primo indiziato è l’imprenditore italo-americano Anthony Cerone, che a sua volta si è appoggiato ai parlamentari Sergio De Gregorio e all’onorevole Amato Berardi, che però smentisce: «Ci sarà una mia offerta - spiega - ma non è assolutamente vero che sarà coinvolto in alcun modo Franco Pecorini».
Il gentiluomo di Sua Santità, da parte sua, parlando con i suoi collaboratori più vicini ha fatto sapere che sì, qualcuno gli ha proposto di farsi avanti. Sarebbe stato un ritorno in grande stile, gradito sicuramente a parte dei lavoratori e del mondo sindacale, molto meno agli armatori privati che lo hanno sempre considerato il più grande ostacolo verso la privatizzazione. Però no, ai suoi collaboratori Pecorini ha anche detto di non sentirsela, di non essere pronto a tornare ai tavoli sindacali, alle mille trattative per portare avanti una società. Frasi che dovrebbero troncare ogni partita, anche se le voci continuano a rincorrersi.