il giurista

addio a lefebvreil ricordo di letta

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È mancato all’età di 98 anni il professor Antonio Lefebvre d’Ovidio, noto giurista, padre di Manfredi, alla guida della compagnia Silversea Cruises. «Uomo d’animo grande ma umile nei comportamenti». Così lo ha ricordato il sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, durante la messa funebre nella chiesa di Santa Chiara a Roma.

A rendere l’ultimo saluto all’«insigne giurista e grande avvocato», accanto ai figli Manfredi e Silvia, ai nipoti, ai familiari, una folla commossa tra cui, accanto a Letta, Paolo Bonaiuti, portavoce del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, giuristi, rappresentanti del mondo del diritto e della cultura.

Ad officiare le esequie don Andrea Manto che ne ha ricordato la figura e le qualità sottolineando come sia stato «padre e maestro non solo per i suoi figli ma per generazioni di studiosi di diritto». Sulle sue doti di «consigliere saggio e avveduto, attento come pochi agli aspetti umani delle controversie giuridiche e perciò capace di risolvere armonicamente i conflitti» ha puntato il ricordo di Letta che ha evidenziato il suo «infaticabile lavoro di conciliazione e di ricerca di ciò che unisce» e la sua «speciale sensibilità».

Riprendendo le parole della parabola letta da don Manto, Letta ha definito Lefebvre D’Ovidio «esempio vivente della parabola dei talenti. Nessuno meglio di lui - ha detto - ha saputo investire quei talenti. In tutta la sua vita ha dimostrato un talento fuori dal comune che egli ha saputo investire non per sé ma per gli altri».

Letta ha quindi ricordato l’ultimo intervento pubblico dell’ insigne studioso in occasione della nuova uscita della Rivista del diritto della navigazione avvenuta lo scorso 13 settembre a Roma nella Biblioteca del Senato. Ribadendo la sua perenne ricerca di «una soluzione armonica» lo ha ricordato come «fine umanista» con doti di «profonda umanità, grandezza e bontà d’animo che lo faceva umile con gli umili».