settore in crisi

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Genova - Il “caro-traghetti”, la crisi economica, le tensioni del Nord Africa. Alle porte del grande esodo di Ferragosto il settore dei traghetti sta denunciando un calo di traffico a due cifre.

I dati più allarmanti arrivano dalla Sardegna, principale terminale dei traffici nel Tirreno settentrionale. In particolare nel mese di luglio gli scali di Golfo Aranci e Olbia sono scesi del 22,7% (dal milione di luglio 2010 agli 800 mila di luglio 2011). Singolarmente Olbia ha perso quasi il 30% dei passeggeri, percentuale che scende a -27% se si guardano i primi sette mesi dell’anno (1,4 milioni di persone).

A Genova i dati ufficiali arrivano fino al mese di giugno, ma l’inizio dell’alta stagione non preannunciava niente di buono: solo in quel mese il calo è stato del 21,6% (da 350 mila a 276 mila passeggeri), mentre nel primo semestre il traffico traghetti è sceso complessivamente del 15,1%. Da notare che quest’anno Genova non ha più il collegamento di Comanav con il Marocco - per quest’anno sospeso - e molti collegamenti sono stati razionalizzati (Gnv ha inserito nella sua flotta unità di dimensioni più piccole, e a molti è capitato di prenotare con questa compagnia e salire su una nave Moby Lines, o viceversa). I traffici con la Tunisia, fanno sapere dall’agenzia Saimare, che si occupa della Cotunav in Italia, «hanno sostanzialmente tenuto» mentre è venuto meno un collegamento con la Sicilia - che era sostanzialmente merci - dopo il fallimento di T-Link. Su Genova c’è anche il grosso punto interrogativo di Tirrenia: l’Antitrust europea si pronuncerà dopo l’estate sulla validità della gara che ha portato la flotta di Stato nelle mani della cordata Aponte-Grimaldi-Onorato. Per il momento quindi, la compagnia è costretta a navigare a vista.

Nell’estate grigia dei traghetti spicca in positivo il dato di Savona, che cresce a luglio del 20% nel mese di luglio (100 mila passeggeri). Come fanno sapere dall’Authority guidata da Rino Canavese, un incremento positivo si è registrato in particolare a partire dalla fine di giugno, con l’entrata in servizio della Saremar, la flotta pagata dalla Regione Sardegna, che si è affiancata a quello tradizionalmente operato da Savona dal gruppo Forship (Corsica-Sardinia Ferries e StradeBlu).

Secondo quanto trapela dalle compagnie, qualche segnale di miglioramento dovrebbe essere atteso per agosto: a fronte dell’incremento di prezzi denunciato dall’Antitrust all’inizio della stagione (rincari medi del 90-110%) nelle ultime settimane le società hanno riaperto gli sconti, mentre sono cresciute le prenotazioni last-minute. Sicuramente, per quanto riguarda la Sardegna, è interessante la riflessione del presidente dell’Authority di Olbia e Golfo Aranci, Paolo Piro, secondo cui oltre al caro traghetti, la verità è che la crisi morde, e le famiglie hanno ristretto ulteriormente i budget per le proprie vacanze.

Alberto Quarati

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