Il caso
Tirrenia, arrivanoi concorrenti
Genova. Difficilmente quella di Tirrenia sarà ricordata come una privatizzazione da manuale: facendo la tara tra quello che ha sborsato la Compagnia italiana di navigazione (Cin) e quello che lo Stato dovrà pagare in termini di convenzioni pubbliche, la privatizzazione costerà al contribuente ancora 200 milioni. Ma indubbiamente, benché sia passato sotto traccia, il caso-Tirrenia nel mondo armatoriale è stato un piccolo terremoto, che non solo ha sparigliato le carte sulle rotte tra l’Italia e la Sardegna, ma anche creato un fiorire di nuove iniziative imprenditoriali. Capofila indiscusso di questo attivismo è la Regione Sardegna, che dopo aver tentato in tutti i modi di entrare nel capitale della Cin (cordata tra gli armatori Grimaldi-Aponte-Onorato) quest’estate si è organizzata la sua mini-flotta. Per evitare le accuse di fare business solo d’estate, l’intraprendente governatore Pdl Ugo Cappellacci ha annunciato la volontà di andare avanti con i collegamenti anche d’inverno, ma su rotte diverse da quelle estive, e per trasportare soprattutto merce. Saremar, che secondo la legge dovrebbe essere ceduta, tornerà a essere la compagnia dei traghettini per la Maddalena o Carloforte.
La compagnia controllata dalla Regione sarà la Flotta Sarda, e sotto questa bandiera Cagliari anche l’anno prossimo proverà a fare concorrenza - ma con cinque navi - a Tirrenia e ai big dei traghetti, che di oggi di Tirrenia sono pure gli azionisti. Ma la Regione Sardegna non si ferma più, e attraverso la società Sfirs punta a entrare nel capitale sociale di Meridiana Fly, con una quota tra il 15 e il 20 per cento. Cappellacci ha già firmato una lettera d’intenti con il principe Karim Aga Khan - azionista di riferimento della compagnia aerea. Obiettivo, rinforzare la compagnia sulle rotte del Nord Europa. Movimenti si registrano pure sul fronte della Toscana: lo studio legale Morini di Livorno ha annunciato su Mf di avere già pronta una cordata di coraggiosi, fatta di imprenditori sardi e toscani, pronta a partire con una nuova compagnia, la Nuova Marina Sarda. Un progetto in cantiere da giugno, superato a destra dallo stesso Cappellacci con Saremar, che tuttavia ora è invitato proprio a entrare, con una quota del 20 per cento, nella compagine azionaria della società. Gli altri soci (le manifestazioni di interesse sarebbero 10) dovrebbero entrare con quote diverse, tra il 2,5 e il 19 per cento. Il progetto è in stato avanzato, se è vero che già da ottobre la compagnia sarà in grado di attivare un servizio Livorno-Porto Torres, sui cui verranno impiegate tre navi merci-passeggeri. Il banco di prova sarà ancora l’estate prossima, e anche in casa Tirrenia si stanno facendo le opportune considerazioni sulla flotta. Cinque navi, ha detto l’amministratore delegato di Cin, Ettore Morace, saranno rottamate al più presto. Facile ipotizzare che si tratti delle famose quattro “Strade” (i traghetti con i nomi delle vie consolari romane, che ormai hanno più di 30 anni di attività). Indiscrezioni danno in forse anche il destino del “Bithia”, che ha le certificazioni in scadenza, e lo stop della “Fantastic” di Gnv, forse per essere noleggiata.
Alberto Quarati