flotta acl
cinque naviper grimaldi
Capri - Pianificare, progettare, finanziare. Queste le regole del gruppo Grimaldi che persegue un rinnovamento continuo della flotta puntando sull’innovazione tecnologica e l’efficienza energetica per abbattere i costi e vincere la concorrenza.
«Grazie ai nuovi vettori che abbiamo introdotto negli ultimi anni, oggi riusciamo a trasportare il doppio dei nostri concorrenti, con costi minori». Così Manuel Grimaldi, illustrando le politiche di espansione del gruppo, ha introdotto la XV EuroMed Convention che quest’anno si è tenuta in terra campana, a Capri, ospiti nomi eccellenti dello shipping e del trade internazionali.
Molti sono stati i progetti di futuro esposti dall’imprenditore, di segno finalmente positivo: una voce fuori dal coro che fa sperare in una ripresa del settore dei trasporti italiano. Cominciando dalle Autostrade del Mare per le quali il sottosegretario Bartolomeo Giachino, presente ai lavori della conferenza, ha auspicato la conferma dell’ecobonus anche per il 2011, dopo gli ottanta milioni di euro del triennio 2007-2009 ed i trenta dello scorso anno.
«L’ecobonus non è un costo ma una risorsa - ha affermato Giachino - che permette un risparmio quattro volte superiore di quanto costerebbe trasportare con il tutto strada». Delle 100 navi del gruppo Grimaldi molte sono le nuove costruzioni che hanno sostituito quelle meno efficienti: saranno otto entro il 2012.
Quattro di queste interesseranno i collegamenti con la Sicilia, due sulla tratta Genova Livorno Catania e altre due su Palermo e sottrarranno oltre 100 mila tir dalla strada. Fra il 2007 e il 2012 Grimaldi ha investito tre miliardi di euro puntando su navi dove il design è una delle priorità, in modo da combinare la massima flessibilità con il minimo consumo di carburante per tonnellata-chilometro con l’obiettivo si ottenere il migliore risultato in termini di efficienza economica e ambientale.
Nei piani a breve termine la costruzione di cinque navi Con-Ro giganti, che sostituiranno quelle attualmente utilizzate da Acl. Programmate per il 2013-2014 saranno le più grandi al mondo. Il gruppo ha indetto recentemente una gara ma nessun cantiere italiano o europeo, ha fatto rimarcare l’armatore, ha risposto all’appello e dei quindici cantieri selezionati ne sono rimasti in gara quattro, tre cinesi ed uno coreano.
«Rimarrà europea - rassicura Grimaldi - la produzione dei motori e della componentistica in modo da garantire la manutenzione in Europa». Il ricorso al finanziamento bancario è stato ridotto al 50% del totale degli investimenti, grazie alle politiche finanziarie lungimiranti del gruppo che ha reinvestito i profitti nelle diverse attività per oltre un miliardo di euro.
Parte delle risorse saranno utilizzate per acquisire ulteriori quote delle società Finnlines e Minoan sulle quali il gruppo continua a puntare. «Abbiamo il 50% del mercato adriatico - ha sottolineato Grimaldi - nonostante la concorrenza di armatori stranieri che utilizzano navi obsolete con tariffe sottocosto, ma sarà il mercato a premiare gli armatori virtuosi».
E a chi gli chiedeva i risultati economici del gruppo nei recenti anni di crisi Grimaldi ha risposto snocciolando cifre invidiabili: se nel 2009 il gruppo ha perso 400 milioni rispetto al fatturato dell’anno precedente che si aggirava introno ai due miliardi e mezzo di euro, nel 2010 il fatturato è cresciuto fino a due miliardi e 300 mila euro con la previsione di ritornare quest’anno sulle cifre pre-crisi.
«Tutto questo senza perdere un solo cliente - sottolinea Grimaldi - anzi, trasportando maggiori quantità di merci con un aumento annuo del 12% e abbassando le tariffe. I nostri clienti sono molto soddisfatti: trasportano di più a costi minori».
Nei piani dell’armatore partenopeo - oltre alle linee marittime come il servizio Mediterranean Express Services che collega Salerno, Genova, Marsiglia e Valencia con l’africa occidentale con molte opportunità di transhipment: verso il Mediterraneo orientale via Salerno e Valencia e verso altri porti africani via Dakar - la gestione di strutture portuali come il terminal ro-ro Muelle Costa a Barcellona per il quale ha recentemente ottenuto una concessione pluriennale. Venti milioni previsti per gli investimenti in uffici, biglietterie, strutture di accoglienza e servizi, per una banchina che è già operativa e che promette grandi soddisfazioni economiche. Ultima sfida la Tirrenia, con la cordata tutta partenopea insieme ad Aponte ed Onorato, in attesa del parere dall’antitrust. «Siamo pronti per partire - ha affermato Grimaldi - e crediamo che questa sia un’opportunità per sostenere Napoli e l’occupazione di migliaia di impiegati che intendiamo salvaguardare».
Patrizia Lupi
© riproduzione riservata