Tragedia al Giglio

Concordia, recuperatoun altro cadavere

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Genova - È salito a sei il bilancio delle vittime del naufragio della Costa Concordia, dopo che i sommozzatori hanno trovato un altro cadavere all’interno della nave da crociera naufragata venerdì sera davanti all’isola del Giglio, ma le operazioni di soccorso sono state sospese in tarda mattinata perché la nave è instabile. La Guardia Costiera ha detto che la sesta vittima finora recuperata è un uomo che indossava il giubbotto salvagente e si trovava sul secondo ponte. Restano ancora 16 le persone che mancano all’appello, secondo quanto ha dichiarato stamane il prefetto di Grosseto, Giuseppe Linardi. Intanto i soccorritori hanno sospeso le operazioni a causa di uno slittamento della nave di 9 centimetri in verticale e 1,5 in orizzontale, come riferito da Luca Cari dei Vigili del Fuoco Luca Cari, precisando che ancora non si sa quando riprenderanno, mentre il prefetto ha detto che il peggioramento delle condizioni meteo rappresenta un problema per i soccorsi. La Costa Concordia - circa 4.200 le persone a bordo fra passeggeri ed equipaggio - ha urtato venerdì sera uno scoglio che l’ha fatta inclinare su un fianco e affondare parzialmente a poche centinaia di metri dall’isola del Giglio, provocando il ferimento di 70 persone.

Intanto oggi, il presidente e ad di Costa Crociere, Pierluigi Foschi, ha detto che darà l’assistenza legale necessaria al comandante della Concordia, Francesco Schettino - in stato di fermo su disposizione della procura di Grosseto con le ipotesi di reato di naufragio, omicidio colposo plurimo e abbandono della nave - ma non può negare che sia stato commesso un errore umano alla base dell’incidente. Il manager - sottolineando che le navi della compagnia sono «ultra-sicure» - ha aggiunto che le procedure adottate non hanno «rispettato totalmente le rigide disposizioni documentate e di addestramento dato ai comandanti». Foschi ha detto che, secondo una prima valutazione, ci sarebbero 93 milioni di dollari di danni immediati. Poco prima Carnival, la società con sede a Miami che possiede Costa Crociere, ha detto di prevedere che il naufragio impatterà per almeno 85-95 milioni di dollari sui suoi utili 2012. Alle 13,1,0 circa il titolo perdeva il 16% circa.

«CONFERME» A CARICO DEL COMANDANTE - Sulla vicenda del naufragio è stata aperta un’inchiesta della procura di Grosseto, il cui procuratore capo Francesco Verusio ha detto che i primi risultati delle indagini portano a «conferme» sulle responsabilità ipotizzate a carico del comandante. «L’idea che ci eravamo fatti nell’immediatezza dell’evento sta trovando conferme», ha detto il magistrato che già nelle prime ore aveva ipotizzato una manovra pericolosa da parte del comandante, che «non avrebbe dovuto e potuto trovarsi in quella situazione». Il principale motivo del fermo di Schettino è stato il timore di una fuga all’estero, ha spiegato Verusio, che ha precisato però che non sono state raccolte testimonianze che facessero pensare a una volontà in tal senso dell’ufficiale. È invece «certo», secondo Verusio, «che il comandante ha abbandonato la nave quando molti passeggeri erano ancora da porre in salvo». Intanto tra domani e dopodomani dovrebbe essere completato l’esame della scatola nera della Costa Concordia, i cui dati serviranno per capire quale rotta sia stata seguita e se l’allarme sia stato dato in tempo. In queste ore verranno invece svolte le autopsie sui corpi delle vittime e gli inquirenti stanno sentendo centinaia di persone. All’ospedale di Grosseto, in particolare, verrà ascoltato il commissario di bordo Manrico Giampedroni, salvato ieri. Tra domani e mercoledì, invece, si terrà l’interrogatorio di garanzia per Schettino. Oltre a quella della procura di Grosseto ne è stata aperta anche una amministrativa della Capitaneria di Porto. Intanto è stato sequestrato tutto ciò che può essere utile per le indagini, tra cui la stessa nave e i sistemi di registrazione del viaggio e delle comunicazioni (voice data recorder e voyage data recorder) che forniscono informazioni su rotte, velocità, posizionamento degli strumenti di bordo, scandaglio e altri ausili tecnici per la navigazione. Questa strumentazione - secondo la Guardia costiera - sarà molto utile per spiegare le cause dell’incidente, sebbene emergano elementi oggettivi come il fatto che la nave si trovava in un punto dove non doveva essere. Secondo testimoni intervistati nei giorni scorsi dalle tv era frequente che la Costa Concordia, anche nei mesi scorsi, passasse vicino al Giglio per salutare gli abitanti e per far vedere l’isola ai passeggeri.

RISCHI AMBIENTALI - Il numero uno di Costa ha anche detto che a bordo della nave ci sono 2.300 tonnellate di carburante e che, finora, non ci sono segnali di perdite, in una emergenza ambientale costituita dal fatto che il carburante potrebbe gravemente danneggiare la riserva marina del Giglio. Ieri il ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha puntato il dito contro «questi condomini galleggianti» sottolineando la necessità di intervenire per evitare che queste grandi navi possano entrare in zone che sono troppo delicate. Sul posto intanto ci sono tre rimorchiatori che dovranno creare una cintura di protezione attorno alla nave per prevenire eventuali sversamenti di liquidi tossici. «La compagnia armatrice ha assicurato di aver predisposto una ditta per il recupero dei liquidi inquinanti a bordo, - ha detto la Guardia Costiera - ma attualmente la priorità è per le persone: finché tutti i dispersi non rispondono all’appello non si può iniziare l’operazione di recupero dei carburanti anche perché lo scaricamento delle casse di gasolio e nafta che si trovano a bordo diminuirebbe il peso con il rischio di far spostare la nave. Al momento il pericolo di sversamento dei liquidi inquinanti è modesto».