Il retroscena

Concordia, centinaiadi chiamate al 112

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Grosseto - Centinaia di telefonate al 112, moltissime anche in lingua inglese, raggiunsero la centrale operativa dei carabinieri di Grosseto dalla nave Costa Concordia mentre si verifica il naufragio contro gli scogli dell’Isola del Giglio. Le telefonate partivano dai cellulari di passeggeri terrorizzati e choccati per il dramma che stavano vivendo e che formulavano le più disparate richieste di aiuto. Anche queste telefonate sono oggetto delle indagini relative ai momenti dell’emergenza e dei soccorsi per capire se le operazioni di aiuto ai turisti a bordo siano state svolte correttamente rispetto alle condizioni in cui si svolgevano gli eventi. I crocieristi stranieri telefonarono al 112 conoscendolo anche in quanto numero di emergenza internazionale.

L’INCHIESTA - I carabinieri di Savona hanno raccolto la testimonianza di Paolo Cappucciati e Pierluigi Bortoletto, responsabili della Ilma Sub, l’azienda savonese specializzata in riparazioni navali che la notte del naufragio della Concordia è stata contattata da Costa per una riparazione allo scafo della nave. Gli accertamenti, che saranno inviati alla Procura di Grosseto, intendono stabilire se la compagnia fosse o meno a conoscenza della gravità del danno subito dalla nave.