Tragedia Concordia

Foschi: «Si è persotroppo tempo»

1 minuti di lettura

Roma - Tra l’allarme generale e l’ordine di evacuazione «è intercorso un lasso di tempo forse troppo lungo». In audizione al Senato, il presidente di Costa Crociere Pierluigi Foschi ammette l’errore fatto la notte del naufragio dal comandante Schettino e dagli ufficiali a bordo della nave, sottolineando però che l’azienda «non poteva fare nulla, perché il codice internazionale vieta all’armatore di intervenire sul comandante». E inoltre, dalla nave «non abbiamo avuto informazioni corrette». L’amministratore delegato di Costa ha confermato ai senatori della commissione Lavori Pubblici che è in corso un’inchiesta interna per capire se ci sono state e quali siano state «le mancanze» che hanno portato al naufragio, ma ha ribadito che la Concordia «non aveva alcuna avaria o anomalia ai sistemi di sicurezza primari e secondari».

Sono state riferite alcune «illazioni» ha affermato Foschi, in particolare sul funzionamento delle porte stagne e sul generatore di emergenza della nave, che non si è avviato autonomamente. «Soltanto da una porta stagna c’è stato del trafilamento di acqua». Un problema che - «stando ai rilievi fotografici, perché non abbiamo avuto accesso alla nave» - ha spiegato Foschi, potrebbe esser dovuto allo scoglio che, conficcandosi nella carena della nave dopo l’urto, ha modificato la paratia stagna su cui è montata la porta. Anche per quanto riguarda il generatore d’emergenza, Foschi ha detto che il «sistema ha funzionato».

Quello che «non è avvenuto automaticamente ed è stato fatto a mano è l’aggancio con la rete elettrica della nave», perché l’imput deve arrivare dalla consolle principale, che si trovava nella zona invasa dall’acqua. Infine, per quanto riguarda le pompe di svuotamento di massa, che non sono entrate in funzione, Foschi ha spiegato che essendo collegate al motore principale, non sono partite quando c’è stato il black out dopo l’urto. L’ad di Costa si è poi soffermato sulle procedure di sicurezza adottate dalla compagnia per quanto riguarda le esercitazioni del personale. «La legge prevede che tutto il personale sia sottoposto ogni 30 giorni ad operazioni di emergenza e salvataggio. La Costa - ha detto Foschi - le fa ogni 14 giorni. Andiamo oltre quanto richiesto».