La storia

Messico, la violenzaallontana le navi

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Genova - Mazatlán è il porto messicano che tradizionalmente contende a Rio de Janeiro lo scettro per le più grandiose celebrazioni del Carnevale al mondo. Nei giorni scorsi Mazatlán ha indossato il vestito migliore, proponendo alle folle di turisti accorsi da tutto il globo il consueto programma, ricco di musica, balli e spettacoli pirotecnici, oltre alla celeberrima - e molto scenografica - parata dei carri, dedicati in questa occasione al tema dei “Grandi Imperi”.

Tuttavia, più della movida, quest’anno a fare rumore nell’affollato e coloratissimo carnevale di Mazatlán (un tempo detta la “perla del Pacifico”) era l’assenza di qualcosa: le navi da crociera. Mancavano all’appello le navi di Carnival Cruise Lines, Disney Cruise Line, Holland America Line, Norwegian Cruise Line e Princess Cruises. Tutte le principali compagnie crocieristiche mondiali che in passato effettuavano scalo a Mazatlán hanno infatti deciso di interrompere il servizio nel corso del 2011. La motivazione è unanime: questioni di sicurezza.

Mazatlán si trova nello Stato di Sinaloa, un territorio conteso da alcuni dei più violenti cartelli di droga messicani, dove i regolamenti di conti tra bande sono ormai quasi all’ordine del giorno. Un fenomeno che appare comune a tutto il Messico, dove negli ultimi cinque anni la recrudescenza delle violenze scatenate dai narcos ha provocato oltre 47 mila morti. Peraltro, l’attuale ondata di criminalità ha portato alcune compagnie a escludere dai propri itinerari anche altre mete tradizionali dei crocieristi, come Acapulco. Secondo i dati ufficiali delle autorità messicane, lo scorso anno gli approdi di navi da crociera sono calati del 15 per cento, con una punta del 79 per cento proprio a Mazatlán.

Dismesso il vestito della festa, a Mazatlán è tempo di Quaresima: a passeggiare lungo la Zona Dorada, una striscia di dieci chilometri caratterizzata da sole spiagge, si contano quasi più saracinesche abbassate e locali chiusi di quelli aperti. L’abbandono delle navi da crociera ha prodotto ricadute tragiche sull’economia di quella che fino a poco tempo fa era una delle principali mete turistiche del Messico e che oggi è chiamata in causa per avere uno dei tassi di omicidi più elevati del Paese. Secondo l’industria turistica locale, tuttavia, i dati sulla criminalità cittadina vanno contestualizzati: la contea di Mazatlán, infatti, si estende per oltre 50 miglia all’interno, comprese alcune zone della Sierra Madre, dove si concentrerebbero in realtà i delitti.

A differenza delle zone rurali e della periferia dell’area urbana, quindi, le zone turistiche di Mazatlán resterebbero invece relativamente sicure, con un tasso di criminalità quasi irrilevante. Da parte loro, le autorità cittadine rilevano che gli incidenti in cui sono stati coinvolti direttamente i turisti sono molto rari, un dato peraltro confermato dalle stesse compagnie di crociera. Nonostante questo, al momento attuale, non esistono prospettive certe su quando (e se) le navi da crociera ritorneranno a fare scalo nel porto: a parte la Princess Cruises, che ha annunciano che ripristinerà il servizio dal prossimo novembre, le altre compagnie si mantengono sul vago.

Una politica stigmatizzata dall’industria turistica locale, che ha deciso di passare al contrattacco, accusando le compagnie stesse di utilizzare le preoccupazioni sulla sicurezza dei passeggeri come paravento dietro cui si celerebbero in realtà ragioni di mero profitto aziendale. «Il livello degli incidenti in alcuni dei porti in cui continuano a fare scalo è molto più alto rispetto al nostro: basti pensare a Los Angeles o Miami» ha denunciato Oralia Rice, segretario del Turismo dello Stato di Sinaloa. Secondo la Rice, l’industria crocieristica ha deciso di abbandonare Mazatlán quando si è resa conto che avrebbe guadagnato di più dirottando le proprie navi su altri itinerari. «È solo una questione economica» ha rimarcato la Rice.

Matteo Oliveri