L’analisi

Ripartenza crociereLiguria determinante

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Genova - Collaborazione inedita sul fronte della sicurezza tra i due colossi europei delle vacanze sul mare: Costa a Venezia e Msc a Marsiglia, aprono i porti ai visitatori che vorranno toccare con mano le ulteriori innovazioni tecnologiche con cui le compagnie arricchiscono gli ultimi due gioielli delle rispettive flotte. Tutti avranno l’opportunità di verificare direttamente le attrezzature, le dotazioni e le procedure di sicurezza. Non abbiamo assistito alla stessa rapidità di cambiamento e all’auto imposizione di nuove norme nel settore dei traghetti, dove ancor oggi per tutti i viaggi inferiori alle 24 ore non viene effettuata alcuna esercitazione generale di abbandono nave prima della partenza dal porto. Un’incongruenza inspiegabile.

Per il business delle crociere è la stagione della svolta, per consolidare il peso economico e sociale di un’industria che nonostante i 253 milioni di clienti serviti negli ultimi dieci anni (prima della sciagura del Concordia, solo 6 vittime e 22 feriti), ha rischiato in un lampo di essere annientata sul piano dell’immagine. Al di là della feroce competizione commerciale tra i due gruppi, l’obiettivo comune è dimostrare concretamente che la nave da crociera resta ancora una delle “località” più sicure dove trascorrere una vacanza. L’altra sfida si combatte nei porti, nei terminal, nell’indotto, nei centri direzionali. E non è per monotona fissazione né per calcolo di bottega, che su Genova e la Liguria i due santuari dello shipping riversino ancora un gradimento persino impetuoso.

Se ripresa e sviluppo della Lanterna passano obbligatoriamente attraverso gli investimenti delle due multinazionali, forse vale la pena scavare nelle visioni degli armatori che più di tutti hanno fatto la storia recente dello shipping. Micky Arison, leader del colosso Carnival, l’uomo che reinventa il mondo delle crociere e che in pochi anni costruisce un impero che galleggia su un centinaio navi. Gianluigi Aponte, il tycoon sorrentino che all’inizio degli anni Settanta inizia un’avventura solitaria dall’esito imprevedibile. Il successo nel mondo dei container, dove Aponte è oggi il numero due mondiale, costruito in oltre un quarto di secolo di duro lavoro sull’imperativo categorico di una totale riservatezza. Arison comunicativo e affabile, dirompente proprietario dei Miami Heat. Aponte chiuso e impenetrabile, un comandante divenuto armatore che sceglie di vivere e lavorare a Ginevra anche per essere difeso dalla tradizionale riservatezza svizzera. Arison che acquista sul mercato tutti i principali marchi concorrenti e che trasforma compagnie di nicchia in autentiche macchine da soldi grazie alla scelta di manager esterni cui delega potere e responsabilità, con risultati di gran lunga superiori alle attese. Aponte che gestisce una flotta di oltre 450 navi con un controllo assoluto sia sulle strategie che sull’operatività giorno per giorno. Un vero ‘one man company’, che privilegia la crescita organica rispetto alle acquisizioni. Capace di una visione in tempo reale dei mercati globali e della finanza che lo colloca tra i grandi dell’economia mondiale. Ma entrando sul mercato delle crociere, anche Aponte subisce il fascino del mondo delle ‘fun ships’ ideate da Arison: un prodotto di massa che garantisce alle migliaia di ospiti che affollano le navi qualità totale e livelli di servizio impensabili fino a pochi anni fa. Per 25 anni Aponte costruisce la sua fama nel trasporto container utilizzando solo navi di seconda mano. Fino a quando, alla metà degli anni Novanta, punta sulla carta vincente del gigantismo, delle navi che possono trasportare 8, 10, 12, 14, 16.000 container. Da quel momento Msc sblocca un programma di nuove costruzioni senza precedenti, in un serrato testa a testa con Maersk Line. E sempre negli stessi anni, Arison inizia la collaborazione con Fincantieri. Un rapporto inizialmente ostico, con la prima nave consegnata in ritardo. Ma Fincantieri accetta di pagare una pesante penale pur di mantenere il cliente. Scelta azzeccata. In quindici anni le navi costruite da Fincantieri per Carnival superano la cinquantina. Navi tra le migliori del mondo. Quelle del gruppo Costa, costruite in Italia, battono bandiera italiana mentre quelle di Msc Crociere, costruite in Francia, purtroppo no. In Francia, Msc si consolida, prima con l’acquisto in saldo delle navi della fallita Festival Crociere e poi con lo status privilegiato di unico cliente dei cantieri di Saint Nazaire, per il cui mantenimento in vita lo Stato francese si dimostra disposto a qualunque sacrificio. E’ vero che Aponte punta molto sull’italianità degli equipaggi, la cui professionalità è riconosciuta e consolidata. Ma il salto di qualità atteso, anche nella competizione con Costa Crociere, si avrà il giorno in cui anche Msc costruirà a Genova, alzando a poppa delle navi la bandiera italiana. Intorno a Costa, intanto, Micky Arison spazza via speculazioni e auto candidature e conferma l’intero management genovese della compagnia, dal direttore generale Gianni Onorato al direttore finanziario Beniamino Maltese. Un segnale. La sfida tra Miami e Ginevra si gioca anche sotto la Lanterna...

Giorgio Carozzi

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