NUOVE LINEE
Maxi-traghetti per la primavera africana
Genova - «Via mare, le mele dal Trentino all’Africa settentrionale impiegano 10-12 giorni ad arrivare in container, mentre su camion il tempo è di 4 giorni, a un costo minore», spiega Arnaldo Compagnucci, branch manager della casa di spedizioni Arabital.
E’ questo uno dei motivi del grande interesse che le compagnie marittime stanno dimostrando per le linee di traghetti fra Europa e Africa. Nelle ultime settimane gli annunci si sono susseguiti, favoriti anche dal vuoto lasciato dalla crisi in Marocco di Comarit. Grandi Navi Veloci ha ottenuto di coprire proprio una delle rotte lasciate libere dalla compagnia marocchina, quella fra Sète e Tangeri. Savona intanto attende la partenza di due nuovi servizi ro-ro. Uno collegherà Vado Ligure e Tripoli, in Libia, ogni dieci giorni. Sarà operato dalla compagnia marittima elvetica Dss Line, con sede a Friburgo, in collaborazione con la savonese Euro Enterprises del Campostano Group. La seconda linea dovrebbe unire Savona al porto di Zarzis, in Tunisia. La linea sarà coperta da Domestica di Navigazione. Al via definitivo manca ancora qualche tassello burocratico. La compagnia ha confermato che la linea partirà, ma intanto sul proprio sito promuove ancora una linea analoga fra Genova e Zarzis che lo scorso anno fu interrotta dopo pochi viaggi durante l’estate. Infine Cotunav, la compagnia marittima di bandiera della Tunisia, sta per ricevere un mega-traghetto da 3.000 passeggeri e 1.000 auto, che posizionerà da metà giugno sulla linea Tunisi-Marsiglia-Genova. La nave, denominata “Tanit”, è stata costruita dai cantieri coreani Daewoo ed è lunga 210 metri. Intanto il porto della Spezia ha lanciato un progetto di corridoio intermodale per collegare la sponda meridionale del Mediterraneo con l’Europa del Nord.
A trainare i traffici con il Nord Africa sono soprattutto generi alimentari e automobili. Per gli alimenti è un momento di picco dei traffici, visto che il 20 luglio comincerà il mese del Ramadan e che i periodi prima e dopo questa festività sono tradizionalmente dedicati ai matrimoni. Il mercato delle automobili è in crescita esponenziale da dopo i movimenti delle primavere arabe, che hanno liberato risorse nascoste: «Gli importatori nordafricani - spiega Compagnucci, esperto soprattutto del mercato libico - avevano grandi possibilità di acquisto anche in passato, ma prima del cambiamento di regime avevano timore di esporsi. I traffici erano infatti controllati dalle nomenclature. Adesso invece possono investire le proprie ricchezze senza rischiare che vengano loro sottratte dallo Stato». E’ il caso di un cliente che fino allo scorso anno importava fra i 10 e i 15 container di mobili al mese e adesso ne importa 15 alla settimana. Secondo lo spedizioniere, in questa fase i traghetti sono favoriti rispetto alle navi portacontainer perché i camion sveltiscono il traffico. Questo è tanto più vero tenendo conto dei livelli di congestionamento degli scali, da Tripoli a Tunisi ad Algeri: «A Tripoli il 90% dei mezzi portuali è stato danneggiato dalla guerra o rubato, mentre la maggior parte della manodopera straniera non è ancora tornata e il personale dei terminal è insufficiente».
Armando Cervetto, comandante d’armamento della flotta Messina, è cauto: «Non vedo una grande ripresa dopo le primavere arabe, a parte il picco del Ramadan. E’ vero che il mercato delle auto in Libia va fortissimo, ma da pochi giorni è stata proibita l’importazione delle auto usate di età superiore a 5 anni. Inoltre i mercati di Algeria e Tunisia mi sembrano fermi».
ALBERTO GHIARA
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