Il caso

Tirrenia, il Pdcontro i privati

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Roma - «La conclusione del lungo processo di privatizzazione di Tirrenia, con il perfezionamento della vendita a Cin, risolve probabilmente un problema allo Stato, che è alle prese da anni con un processo di dismissione che non si chiudeva. Risolve il problema degli armatori che hanno fatto un buon affare con un acquisto sovvenzionato da 72 milioni di euro l’anno. Ma non risolve i problemi di mobilità dei sardi e tantomeno rappresenta un passo in avanti verso una più efficace continuità territoriale». Lo ha detto il deputato Giulio Calvisi (Pd) per il quale il Governo deve render pubblico l’atto di compravendita e far chiarezza sulla privatizzazione.

«Noi avremmo preferito un altro sistema basato sulle gare per le tratte sovvenzionate - ha aggiunto Calvisi - e non questa anomala privatizzazione che mette insieme capitale sociale e tratte in convenzione che Tirrenia non ha mai acquistato da nessuno e non ha mai vinto in nessuna gara. Sull’intero processo di privatizzazione pesano questioni ancora non del tutto chiarite. Chiediamo al Governo e al commissario D’Andrea il massimo della trasparenza mettendo a disposizione del Parlamento l’atto finale di compravendita con le nuove Convenzioni di servizio pubblico che la compagnia dovrà osservare». Secondo Calvisi, «per otto anni i collegamenti della Sardegna con la Penisola saranno nella disponibilità di un solo operatore. Al monopolio pubblico si è sostituito quello privato. La Regione non ha avuto e non avrà voce su qualità della flotta, sulle frequenze e sul costo dei biglietti. In pratica la salvezza dei posti di lavoro sarà pagata con i soldi che invece avrebbe dovuto percepire la Sardegna per organizzare una continuità territoriale come si deve».