Traghetti

La Sardegna varala flotta pubblica

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Cagliari - La Regione Sardegna istituisce la Flotta sarda, una società per azioni a totale capitale pubblico che collegherà l’Isola al resto d’Italia con l’obiettivo dichiarato di contrastare il monopolio Tirrenia e di confrontarsi sul mercato con gli altri armatori già presenti sulle rotte da e per la Sardegna. Il varo oggi pomeriggio in Consiglio regionale con i soli voti della maggioranza di centrodestra, nonostante i maldipancia di Riformatori e Udc. Il centrosinistra si è ricompattato votando contro il ddl.

Nolo armato dello scafo, 100 milioni per cinque anni di sperimentazione (20 milioni all’anno) a partire dalla firma delle convenzioni, con 10 milioni da subito per lo start-up della legge nel 2012, mentre le modalità e le condizioni di esercizio dei collegamenti marittimi saranno decisi con una delibera di Giunta e da un’apposita convenzione di servizio per la durata della sperimentazione. Sono queste le principali caratteristiche della Flotta sarda Spa varata nel pomeriggio dal Consiglio regionale e che permette alla Regione di diventare a tutti gli effetti armatrice. Fino ad oggi le tratte principali tra la Sardegna e la Penisola, nel periodo estivo, erano state gestite dalla Saremar, la società controllata dalla Regione, per tentare di calmierare i costi dei traghetti nel periodo transitorio della cessione della Tirrenia ai privati. Ora la Saremar, per effetto di una legge approvata ad agosto, tornerà ad effettuare i soli collegamenti con le isole minori (Carloforte e La Maddalena), ma in un prossimo futuro dovrà essere privatizzata attraverso un bando di gara.

Sulla Flotta sarda pesano le perplessità dei Riformatori, che hanno ricordato agli alleati del centrodestra e alla Giunta il rischio di creare dei «costosi carrozzoni», e il “distacco” dell’Udc che non ha nemmeno partecipato al dibattito. Centrosinistra quasi compatto per il no - solo l’Idv si è astenuto - con gli esponenti dell’opposizione che hanno parlato di una quasi certa impugnazione della legge alla Corte Costituzionale da parte del Governo e puntato il dito sugli «eccessivi costi per le casse di una Regione che si improvvisa armatrice». Per il governatore Ugo Cappellacci il provvedimento rappresenta «la prosecuzione di un’autentica battaglia di liberazione dei sardi dalla soggezione al sistema Tirrenia, che ancora oggi continua a violare i diritti dei cittadini e a calpestare le regole del libero mercato. Quella che difendiamo anche con le navi con i Quattro Mori - ha aggiunto il presidente - è un’istanza che stiamo sostenendo sia in sede politica che giurisdizionale, a livello nazionale e comunitario». Giacomo Sanna, capogruppo del Psd’Az, il partito che ha proposto e sostenuto la Flotta sarda anche attraverso il proprio assessore a Trasporti, ha parlato di «una legge che ha portata politica storica e riempie di orgoglio i sardisti e chi alla Sardegna vuole bene».