Risarcimenti
Concordia, esclusala procedura penale
Grosseto - Col patteggiamento di Costa Crociere spa per le parti offese che vogliano chiedere il risarcimento dei danni subiti nel naufragio della Costa Concordia il 13 gennaio 2012 all’Isola del Giglio rimane la strada della causa civile. È quanto emerge dopo che la procura di Grosseto ha reso noto di aver dato il consenso all’istanza di patteggiamento proposta dalla società. L’istanza è stata trasmessa oggi dalla procura al giudice del tribunale di Grosseto. Le parti offese, una volta che il giudice avrà ammesso al patteggiamento Costa Crociere spa, non potranno più rivalersi sulla compagnia in sede penale perché, secondo l’ordinamento giuridico, i danneggiati non possono intervenire in alcun modo sul patteggiamento. Tuttavia, seguendo un iter separato, le parti offese possono fare una causa di risarcimento dei danni davanti al tribunale civile.
L’unico modo per le parti offese di chiedere il risarcimento dei danni in sede penale è costituirsi quindi parti civili nel processo contro gli altri imputati. Ma per quanto riguarda Costa spa, il patteggiamento esclude qualsiasi possibilità. Costa Crociere era indagata per illecito amministrativo dovuto alle accuse di omicidio colposo plurimo e di lesioni plurime colpose ed è su questo punto che ha chiesto il patteggiamento. Tuttavia, come già emerso le settimane scorse, Costa Crociere spa è indagata anche dalla procura di Genova per illecito amministrativo dovuto a reati relativi alla sicurezza a bordo e alle certificazioni relative all’equipaggio. Questo versante dell’inchiesta sul naufragio al Giglio è emerso nelle indagini della procura di Grosseto che ha trasmesso, per competenza, gli atti alla procura di Genova dopo aver notificato l’avviso di conclusione delle indagini sia alla Costa spa, ma anche all’ad dell’epoca Pierluigi Foschi e allo stesso comandante Francesco Schettino.