liguria boom

tRIS DI PORTIPER cARNIVAL

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Genova - In cima alle classifiche italiane anche senza avere dietro di sé le grandi città d’arte che fanno impazzire gli stranieri come Roma per Civitavecchia, o Venezia. Dividendo l’offerta su tre porti (quattro contando anche Portofino, ma con piccoli numeri), insistendo su mete quali le Cinque Terre, Firenze, la riscoperta del centro storico di Genova, o su alternative come Milano o Serravalle per lo shopping, la Liguria diventa una delle prime mete italiane delle crociere. Nel 2013 saranno circa 2.350.000 i passeggeri che transiteranno per la Regione. Numeri che portano la Liguria al pari di Civitavecchia, o Venezia. Una boccata d’ossigeno per una Regione dove il turismo fatica soprattutto per la “resa” degli ospiti italiani, calati del 7% nel 2012.

Questa volta ha vinto un’offerta di banchine che ha convinto i grandi armatori che la Liguria è un posto prima di tutto logisticamente ben attrezzato, oltre che turisticamente apprezzato: dragaggi e moli allungati a Genova, due stazioni crocieristiche nuove di zecca a Savona, una banchina approntata a tempo di record alla Spezia. Mentre altri porti, nel resto d’Italia, faticano ad adeguarsi. La parte del leone la fa Carnival: finito il tempo del derby Genova-Savona per Costa, oggi il gigante americano gioca fa il grosso dei traffici con la sua controllata italiana a Savona, dove però attracca anche Iberocruceros, Carnival Line e dal prossimo anno P&O. Genova, aspettando la nuova banchina di Ponte Parodi, quest’anno è tornata ad affiancare poche toccate di Carnival e di Costa alla costante presenza di Msc, che garantisce da sola quasi 900mila passeggeri del 1.100.000 complessivi. In futuro, si vedrà se ci sarà modo di un ritorno Carnival in grande stile. Uno scenario in evoluzione in cui ora irrompe anche La Spezia che, beffando Livorno, balza da zero a 250.000 passeggeri, anche qui con Costa e Iberocruceros. Con numeri più piccoli, nemmeno Rccl, gigante negli Usa ma qui presenza più piccola, quasi schiacciata nel duopolio Costa-Msc, rinuncia alla Liguria, portando le sue navi a Genova e alla Spezia.

L’indotto sul territorio, certo, è difficile da calcolare. Soprattutto in periodo di crisi. Ma la crisi, per i porti, è anche un’opportunità: meno passeggeri scelgono le gite organizzate. Scendono e spendono (magari poco, ma comunque un po’) nel porto d’arrivo. Opportunità da non buttare via, oggi.

Sa.C.