LA PROPOSTA
Crocieristi della fedea bordo vasca
Genova - I CLUB dei tifosi e le società di calcio le propongono da tempo: crociere per chi è di provata fede (calcistica) rossoblu o neroazzurra o rossonera, itinerari del mare da percorrere insieme a vecchie glorie e giovani promesse della squadra del cuore. Chi è a bordo, ha fatto una scelta di campo.
Ma quando il 28 luglio salperà da Genova la “New Legend of the Seas” non ospiterà solo i suoi abituali 2.400 ospiti saliti a bordo per fare follie, tra il campo da minigolf a 12 buche, la piscina e il Casinò. Quel giorno saliranno anche un prete e una ventina di partecipanti a quella che viene presentata come la prima “Crociera della Fede”. Come dire: la voce della coscienza a bordo vasca.
L’idea è nata da un prete, don Mario German, responsabile dell’ufficio per la Pastorale del turismo e del tempo libero nell’arcidiocesi del cardinale Angelo Bagnasco. «Il cristiano accetta il dolore ma non lo cerca, non c’è nulla di male in una vacanza in crociera. E allora, nell’anno della Fede, perché non proporre una “Crociera della Fede”? Il momento del tramonto, sospesi tra cielo e mare, può essere un’occasione splendida per ringraziare il Creatore». Con la speranza di coinvolgere anche chi magari, nella vita quotidiana, sta ben lontano dalle sacrestie.
Nasce così una proposta che vede in campo insieme, dal 28 luglio al 4 agosto, gli interessi economici di una compagnia di dream boat, Royal Caribbean, e quelli spirituali di chi cerca nuove strade di evangelizzazione. E vedrà (letteralmente) su una stessa barca il popolo del divertimento e un gruppetto di cattolici stretti attorno a un prete. Il pacchetto di cabine messe in vendita dall’agenzia di viaggi diocesana La Via è già esaurito, parlarne non è più pubblicità.
Chi sono i “crocieristi della fede”, testimoni (paganti) di un altro modo di vita possibile? Sono coppie normali come quella formata da Aldina Segale, 70 anni, e Pietro Parodi, 74, che racconta: «Per noi è la prima crociera, anche se sono stato dirigente e poi amministratore delegato di una compagnia di navigazione, oggi Zim Italia. E mi sono deciso proprio per l’aspetto culturale e religioso».
O come quella formata da Annarosa Cerruti e Gianfilippo Bassi, non esattamente giovanissimi. «Io ho compiuto 80 anni e mio marito 86 - racconta lei - sono di stirpe marinara ma non ho mai avuto interesse per le crociere. Però alla nostra età, dopo tanti viaggi, mi sembrava una possibilità di fare un viaggio più tranquillo. Ho letto su un giornalino cattolico che c’era una “Crociera pellegrinaggio” e ho pensato che potesse fare al caso nostro».
E ci saranno persone sole che realizzano un progetto lasciato incompiuto. «Andrò insieme a un’amica - racconta Anna Carenini, classe 1954 - sono catechista e in una nave dove non conosco nessuno mi sarei sentita persa. Ma con mio marito Remo stavamo pensando a una crociera quando lui è mancato improvvisamente per un infarto nel 2009, dopo trent’anni di matrimonio felice, per me sarà come viaggiare insieme a lui ancora una volta». La fede aiuta ad accettare serenamente anche la morte.
Vivere la vita di bordo non è peccato, assicura don Gianfranco Calabrese. E può essere una testimonianza e una proposta. «Vedremo posti bellissimi e lungo le tappe seguirò le persone per proporre spiegazione artistiche e fare un po’ di catechesi», racconta». Le forme plastiche di Gaudì e la Sagrada Familia a Barcellona saranno libri aperti per parlare di Dio, Marsiglia sarà proposta come «una delle città cristiane più antiche», mentre a bordo don Calabrese terrà conferenze sul Credo aperte a chiunque vorrà seguirlo rinunciando a spettacoli diversi, celebrerà messa e sarà disponibile per le confessioni.
Don Mario German invece guarda già oltre. «Ogni anno proponiamo un pellegrinaggio diocesano al quale partecipano centinaia di persone insieme all’arcivescovo - racconta - questa prima crociera sarà un esperimento, cercheremo di capire se la vita a bordo può essere un ostacolo alla riflessione e alla preghiera oppure se, come penso, lo spettacolo della natura aiuterà anche la preghiera». L’obiettivo? Organizzare una “nave dei pellegrini”, in un futuro non lontano, coinvolgendo anche Bagnasco.
BRUNO VIANI
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