Il caso
Crociere, tutticontro La Spezia
Genova - Le società che gestiscono i terminal passeggeri di Genova e Livorno hanno fatto una richiesta di consultazione degli atti con cui l’Autorità portuale della Spezia ha adibito la sua area multipurpose a terminal crociere.
Obiettivo, “vederci chiaro”, capire insomma se l’Authority spezzina ha organizzato il suo terminal crociere (operativo ufficialmente da aprile di quest’anno) con tutti i crismi dovuti. Questa mossa, fa presupporre che, nel caso in cui effettivamente i legali di Stazioni Marittime (Genova) e Porto 2000 (Livorno) trovassero delle irregolarità nelle carte inviate da Spezia, potrebbe scattare il ricorso al Tar. Un’azione piuttosto ruvida, e a dimostrare il nervosismo intorno alla vicenda c’è il fatto che Stazioni Marittime - società controllata in maggioranza da Gian Luigi Aponte attraverso Msc Crociere e Gnv - in effetti ha già fatto ricorso al Tar contro l’Authority di Spezia, proprio perché l’ente guidato da Lorenzo Forcieri non ha inviato i documenti a Genova nel tempo stabilito dalla legge.
Per capire i motivi di questa operazione, forse bisogna guardare al mercato attuale delle crociere: nonostante le associazioni di categoria prospettino futuri radiosi, la verità è che i traffici si stanno stabilizzando, e di conseguenza il business da spartirsi non è più in una fase espansiva. Le prospettive inoltre sono meno rosee rispetto agli anni passati anche perché metà del Mar Mediterraneo è off limits per colpa di guerre e conflitti, fattore che pesa sulla varietà di itinerari che le compagnie possono offrire ai loro passeggeri: questo sulle crociere ha sicuramente un impatto negativo, come evidenziato ieri mattina da Franco Mariani, presidente dell’Autorità portuale di Bari, all’incontro sul Mediterraneo organizzato in occasione di Port&ShippingTech. A dimostrazione di questo, la rinata attenzione delle compagnie per il mercato dei Caraibi, lontano dalla crisi europea e dalle guerre mediorientali: non va dimenticato che sul sorpasso di Royal Caribbean nei Caraibi si sono giocate le dimissioni di Micky Arison da amministratore delegato di Carnival.
La Spezia - attaccata alle Cinque Terre, a meno di un paio d’ore da Firenze - si è inserita sul mercato a tempo record, a scapito di Genova e di Livorno. Nel dettaglio, Stazioni Marittime e Porto 2000 stanno studiando l’ordinanza dell’Autorità portuale della Spezia con la quale il terminal Speter - che ha destinazione d’uso passeggeri e traffici multipurpose - viene adibito per il 50% al traffico crocieristico. Alla base dell’ordinanza, il fatto che lo Speter ha fondali di 10 metri, pescaggio che a parere dell’Autorità portuale non garantiva un traffico merci sufficientemente redditizio. A quest’area (lunga 400 metri, larga 40) si è aggiunta in un secondo tempo una seconda zona per le crociere, presso l’Arsenale, con l’autorizzazione della Marina militare. Tuttavia, fonti vicine al dossier spiegano che l’ordinanza da sola potrebbe non bastare, e che i due terminalisti hanno intenzione di chiedere altre carte, per capire se per le crociere era necessario organizzare una gara d’appalto a parte per la concessione dell’area oppure meno.
«Si parla di collaborazione tra i porti liguri - è sbottato ieri, sempre all’incontro Port&ShippingTech, il presidente-commissario del porto spezzino, Lorenzo Forcieri - e poi ci si trova di fronte a situazioni di questo genere. Davvero non capisco che fastidio possa dare un piccolo terminal crociere nell’estremo Levante nella regione. E comunque, con Spezia oggi in Liguria ci sono più crociere, non meno». «La collaborazione tra i porti è giusta - ribatte Edoardo Monzani - amministratore delegato di Stazioni Marittime - però proprio perché in un certo senso è come se fossimo in un condominio, penso di avere il diritto di sapere se il mio vicino di casa fa le cose a regola d’arte oppure no».
Alberto Quarati