Italiani ai vertici dello shipping globale: la carica dei manager con Genova primatista
Mai come in questo periodo l’industria del mare italiana ha avuto così tanti rappresentanti a livello internazionale
Alberto Quarati
Movimentazione di un container nel porto di Genova (foto d'archivio)
Genova - Mai come in questo periodo l’industria del mare italiana ha avuto così tanti rappresentanti a livello internazionale: se ne contano otto tra le varie associazioni di settore. Un presidio che per un osservatore attento - ed esperto di associazionismo imprenditoriale, militando lui stesso ai vertici della Conftrasporto ed essendo stato per anni la voce degli agenti marittimi genovesi e italiani - come Gian Enzo Duci, è «abbastanza frutto del caso, anche se, guardando i nomi, credo ci sia una forte componente di valore personale e individuale».
In effetti, escluso che a monte ci possa essere una sorta di sistema Italia che abbia spinto per posizionare i suoi uomini migliori ai vertici delle organizzazioni internazionali, tutti i profili rappresentativi sono caratterizzati da quella che in gergo si definisce la seniority, un misto esperienza, capacità imprenditoriale o manageriale tale da aver oggettivamente modificato in meglio la situazione della società o dell’ente per cui si è lavorato. L’anzianità di servizio è un fattore importante ma non sempre determinante, mentre l’elemento imprescindibile sono le grandi doti politiche e di relazioni umane. Il caso più evidente è quello di Emanuele Grimaldi, armatore numero uno in Italia e presidente dell’International Chamber of Shipping, che rappresenta l’80% della flotta mercantile globale in termini di tonnellaggio, e da Londra (città dove Grimaldi ha vissuto per un certo periodo) si occupa di questioni normative e legali per l’intero settore.
Segue Paolo d’Amico, che è il maggior armatore cisterniero in Italia ed è alla guida dell’Intertanko, l’associazione mondiale degli armatori di petroliere e affini, la quale ebbe tra i suoi promotori negli anni Settanta anche gli armatori genovesi Cameli.
E sempre nelle rappresentanze globali di settore, Pierfrancesco Vago, presidente esecutivo di Msc Cruises, terzo operatore crocieristico al mondo, è stato il primo europeo e il primo italiano a essere nominato Global Chairman della Clia, l'associazione che riunisce tutti gli armatori del mondo nel settore crociere.
Sono molti i genovesi che in questo momento ricoprono cariche internazionali: Timothy Cosulich, amministratore delegato della divisione Marine Fuels del gruppo omonimo, è alla guida dell’International Bunker Industry Association, l’associazione degli armatori e delle imprese che si occupano dei rifornimenti di carburante per le navi, proprio ora che i temi della transizione energetica sono sempre più all’ordine del giorno. Per onorare Genova, una delle prime iniziative di Cosulich è stata quella di portare in città il congresso dell’associazione, cui hanno partecipato alcune delle personalità più in vista del settore.
Un altro genovese ai vertici è Alberto Dellepiane, amministratore delegato per l’Italia della Rimorchiatori Mediterranei (il terzo operatore mondiale del settore, recentemente acquisito proprio dal gruppo Msc), che a giugno è diventato presidente dell’European Tugowners Association, l’associazione europea di categoria che riunisce le 83 aziende (più altre 43 associate) che si occupano di far entrare e uscire in sicurezza le navi da tutti i porti del Vecchio Continente. Terzo genovese al vertice è Roberto Cazzulo, che dall’anno prossimo sarà presidente dell’International Association of Classification Societies , l’associazione mondiale che riunisce le società di classifica. Per Cazzulo in realtà è un ritorno, perché questo esclusivo club che da Londra riunisce gli 11 registri navali più prestigiosi al mondo è strutturato in modo che la presidenza sia affidata agli associati secondo il principio della rotazione: Cazzulo guidò l’Iacs già 10 anni fa, ma non è una caso che il Rina affidi nuovamente al suo manager questo delicato incarico.
Ligure di Varazze è anche il broker Fulvio Carlini, che dal prossimo anno sarà presidente della Fonasba, la federazione mondiale degli agenti marittimi e mediatori marittimi. Tra i dirigenti pubblici, Zeno D’Agostino, presidente del porto di Trieste e universalmente considerato in Italia, a destra come a sinistra, il presidente di Authority più brillante, ha conquistato la guida dell’Espo, l’associazione dei porti europei, ruolo che fu coperto già da un altro dei più stimati presidenti di porto in Italia, il genovese Giuliano Gallanti, che guidò la privatizzazione del porto di Genova e in seguito si occupò dello scalo di Livorno. L’amministratore delegato del gruppo Fagioli, Fabio Belli, è il primo presidente italiano dell’associazione europea per il settore dei trasporti stradali e dei sollevamenti eccezionali. Menzione extra per il peso del ruolo ricoperto, forse più di una presidenza: Fabrizio Vettosi, managing director del fondo Vsl Club, alla guida del gruppo di lavoro Ship Finance all’Ecsa, l’associazione degli armatori europei.
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