dogane
gli impegni per genova
In tre anni 1.500 nuove assunzioni a livello nazionale, come prevede la legge Finanziaria, con un occhio di riguardo a Genova e alla Liguria; istituzione entro il 2008, con decreto del presidente del Consiglio (Dpcm), dello sportello unico per coordinare le verifiche della merce, dalla dogana alla sanità marittima, dal veterinario al fitosanitario; possibilità in un prossimo futuro di presentare la documentazione della merce prima che la nave entri in porto (quella che il presidente di Agespedo, Davide Cabiati, chiama “il nostro piccolo terzo valico”, paragonandola per importanza al mitologico tunnel appenninico di cui si parla dal 1903); imminenza di un accordo sindacale sul contratto di secondo livello, che permetta di riprendere gli straordinari nella dogana di Genova, oggi operativa solo nell’orario mattutino; avvio sperimentale di un dialogo telematico fra il sistema informatico E-Port e quello dell’Agenzia; infine, avvio entro dieci giorni della raccolta dell’addizionale sulla merce che garantirà la copertura finanziaria dell’attività del Soi, il gruppo di otto rappresentanti dei lavoratori che dovranno monitorare il livello di sicurezza in porto. La delegazione genovese che ha incontrato a Roma il nuovo direttore dell’Agenzia centrale delle dogane, Giuseppe Peleggi, è tornata a casa con un lista nutrita di obiettivi su cui l’amministrazione è disposta a collaborare o sta già attuando passi concreti. A guidare la delegazione è stato, lunedì scorso, il presidente dell’Autorità portuale, Luigi Merlo, accompagnato dai presidenti di Spediporto, Piero Lazzeri; del Consiglio compartimentale dell’Ordine degli spedizionieri doganali, Elio Ragno; di Agespedo, Davide Cabiati; e dal responsabile dei servizi doganali di Confindustria Genova, Renzo Muratore. Tutti hanno definito l’incontro “molto positivo”. Merlo, ad esempio, ha sottolineato l’aspetto delle assunzioni: “La Finanziaria prevede 1.500 nuove assunzioni nei prossimi tre anni. Verranno selezionate da graduatorie esistenti e non ci sarà quindi bisogno di concorsi, con i tempi che questi comportano. L’implementazione sarà più significativa per Genova che, assieme a Milano, è la sede in maggiore difficoltà”. All’ufficio di Genova e alla direzione regionale della Liguria non sanno ancora quantificare quanto personale arriverà, ma gli operatori stimano che prossimamente arriveranno fra i trenta e i cinquanta funzionari. Si tratta di assunzioni di livello alto, la cosiddetta terza area. I nuovi assunti potranno cioè effettuare verifiche fisiche della merce, una delle operazioni cronicamente deficitarie nel porto di Genova. Ancora in questi giorni gli operatori segnalano ritardi di circa due settimane, anche se alla sede delle dogane si difendono: “Si tratta di un dato relativo. A volte il ritardo è dovuto a carenza nella documentazione presentata. E comunque a oggi la maggior parte dei contenitori da verificare è in attesa da un tempo inferiore”. Secondo Elio Ragno, l’incontro di Roma ha mostrato “la volontà della dogana di migliorare molte cose”. Muratore ha apprezzato il ruolo assunto dal presidente dell’Autorità portuale, Merlo, e dal canto suo ha posto il problema delle Autostrade del mare, con 100.000 unità rotabili che ogni anno transitano da Genova: “L’orologio della dogana va allungato, perché gli orari che vanno bene alle navi non sono gli tessi che vanno bene all’autotrasporto. Genova può diventare un porto laboratorio per cambiamenti radicali, grazie all’informatica”. Anche Lazzeri ha riconosciuto il ruolo di Merlo: “Non si può prescindere dalla regia dell’Autorità portuale, troppo spesso in passato gli operatori sono stati lasciati soli nell’incontro con le varie amministrazioni”. Per Lazzeri è importante l’impegno sul preclearing, la dichiarazione anticipata del manifesto: “Il direttore regionale, Zucchini, è particolarmente sensibile a questo tema e confido che in breve si diventi operativi”. Anche per Davide Cabiati questo punto è centrale: “Sarà un beneficio per noi e per i terminal. E’ una svolta epocale a cui le associazioni lavorano ormai da 8 anni”. Infine la vertenza sindacale: risposte sono attese dall’incontro che ci sarà mercoledì prossimo a Roma, dove si parlerà del contratto, ma anche della ripartizione fra le regioni delle nuove assunzioni.
Alberto Ghiara