Primi passi di federalismo

L’intervento

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Che strano copione quello cui stiamo assistendo in questi mesi. Da un lato abbiamo registrato il fallimento del progetto di un grande porto moderno e competitivo, disegnato dalla Conferenza strategica per Genova. Dall’altro lato festeggiamo perché ieri sera la Conferenza Stato-Regioni, in una seduta affollata da più di sessanta provvedimenti, ha sancito l’intesa sul decreto interministeriale attuativo della norma sul gettito incrementale, il cosiddetto extragettito. La Liguria strappa così un brandello di federalismo fiscale ad un governo (e forse ad una maggioranza) sul letto di morte. Quanto affluirà effettivamente nelle casse liguri è difficile dirlo: da un lato il presidente della Regione prefigura cascate di dobloni, enfatizzando quella che ritiene una sua personale vittoria. Dall’altro lato stanno studi molto più prudenti, come quello del Certet Bocconi, nonché la perplessità di chi si chiede se l’extragettito debba essere calcolato sull’Iva netta (al saldo di quella negativa), ovvero su quella complessiva.

In più, l’attuazione della norma ha un cammino lungo davanti a sé, che potrà riservare sorprese o tempi più lunghi del previsto, tanto più nel caso di un cambio di maggioranza. Ieri sera, ad esempio, è saltato fuori dalla Conferenza un nuovo Tavolo di confronto Regioni-governo, presso il ministero dei Trasporti, che se da un lato garantisce la leale collaborazione tra livelli di governo,, dall’altro può ulteriormente appesantire il procedimento.

Di positivo c’è, senza dubbio, il tentativo di responsabilizzare i livelli di governo regionali, con un meccanismo legato alle imposte sui consumi, che meglio delle altre rappresentano gli effettivi traffici economici di un determinato territorio. Questi principi sono ben noti in esperienze federali più mature come quella tedesca o quella canadese. Dall’altro lato, tuttavia, non si può pensare che questi strumenti rendano ogni Regione padrona – nel bene o nel male – del proprio destino. Le grandi opere e le infrastrutture strategiche, infatti, debbono rimanere ancorate soprattutto al livello centrale: per rendersene conto basta pensare all’interpretazione che la Corte suprema degli Stati Uniti ha dato della commerce clause sin dalla presidenza Roosevelt. Con particolare riferimento al caso ligure, dunque, ritenere che il Terzo valico debba essere realizzato con i proventi dell’extragettito può essere da un lato eccessivo e dall’altro fuorviante. Certo, anche i proventi derivanti dal nuovo provvedimento potranno contribuire a realizzare l’opera. Ma da soli non basteranno e comunque resterà imprescindibile una regia nazionale, se non europea.

Lorenzo Cuocolo*

*Professore di Diritto pubblico comparato all’Università Bocconi di Milano