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Zpmc, la cittadella industriale dove nascono le gru

Genova - Lo stabilimento della Zpmc (Shanghai Zhenua Heavy Industries) dove sono state costruite le gru del Vte è una piccola città industriale, dove gli operai lavorano e vivono. È situato sull’isola di Changxin, a un’ora di automobile da Shanghai e collegata alla terraferma con un tunnel.

A. G.
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Genova - Lo stabilimento della Zpmc (Shanghai Zhenua Heavy Industries) dove sono state costruite le gru del Vte è una piccola città industriale, dove gli operai lavorano e vivono. È situato sull’isola di Changxin, a un’ora di automobile da Shanghai e collegata alla terraferma con un tunnel. Si estende per circa cinque chilometri quadrati con cinque chilometri di banchina. Zpmc occupa 25 mila persone, la maggior parte delle quali lavora a Changxin.

I cinesi hanno creato una struttura produttiva che ha cancellato la concorrenza. Il 90 per cento delle gru portuali del mondo vengono costruite qui. Ogni anno ne vengono prodotte circa 380, colossi alti fino a 90 metri le cui sagome attendono a decine, lungo le banchine, prima di essere spedite. Contemporaneamente alle otto gru del terminal Psa, sono state completate e inviate a destinazione anche 22 gru per il porto di Singapore e nove per quello di Anversa.

Molti concorrenti europei, come le italiane Reggiane, Ansaldo e Italimpianti, non hanno retto a questa concorrenza e sono usciti dal mercato. I prezzi in Cina sono molto inferiori, in parte per il basso costo della manodopera e in parte per i risparmi garantiti dal forte ritmo produttivo. Gli operai arrivano qui da tutta la Cina e vengono ospitati in alberghi all’interno della cinta della fabbrica. Molti di loro non vedono neanche la città di Shanghai. coi suoi grattacieli modernissimi che la fanno assomigliare a Manhattan. I tecnici del porto di Voltri Pra’ che hanno visitato la Zpmc testimoniano che qui non c’è lo sfruttamento che è stato denunciato nei siti di alcune grandi multinazionali che hanno trasferito la produzione in Cina. A Changxin si lavora fino a un massimo di dieci ore al giorno e ogni 4-5 mesi i dipendenti ne hanno uno di ferie per tornare a casa dalle loro famiglie. Il ritmo produttivo però è altissimo, si lavora a ciclo continuo e gli stipendi fanno la differenza rispetto alla concorrenza occidentale. Zpmc copre l’intero ciclo produttivo. Nei capannoni coperti vengono tagliate le lamiere, che poi sono assemblate lungo la banchina, dove aspettano le quattordici navi di proprietà della società, come la “Zhen Hua 24”. Per rimediare alla mancanza di spazio, di fronte alla banchina sono ormeggiati pontoni dove la produzione prosegue quando i piazzali sono pieni. Capita così che le navi ormeggino su più file fra i pontoni e la banchina. Quando la gru è pronta, viene fatta scivolare sul ponte della nave, dove viene saldata per il viaggio. Le navi della flotta Zpmc sono ex-petroliere adattate. Riempiendo d’acqua le cisterne che ospitavano il petrolio, si regola il livello della nave adattandolo all’altezza della banchina dove viene scaricata la gru. I tecnici cinesi si occupano anche del collaudo quando la gru arriva a destinazione. Una squadra è arrivata anche a Voltri dove si fermerà dieci giorni.

Il viaggio della “Zhen Hua 24” è durato quasi due mesi, a una velocità massima di 13 nodi. Partita il 30 dicembre 2015, la nave ha dovuto circumnavigare l’Africa, perché le dimensioni delle gru “gooseneck” non consentivano il passaggio dal canale di Suez. Il passaggio lungo le coste della Somalia non ha provocato incidenti, nonostante i rischi legati alla pirateria in quest’area. L’unico intoppo è stato provocato dal vento al largo della Namibia. La superficie delle “gooseneck” è così ampia da produrre un effetto vela, e il vento per qualche giorno ha addirittura spinto all’indietro la nave.

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