Descalzi: «Eni non avvelena nessuno»

Roma - Rispetto per la magistratura, a cui Eni assicura collaborazione, ma rabbia e indignazione per i commenti di chi accusa il Cane a 6 Zampe di avvelenare il territorio.

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Roma - Rispetto per la magistratura, a cui Eni assicura collaborazione, ma rabbia e indignazione per i commenti di chi accusa il Cane a 6 Zampe di avvelenare il territorio. Alza il tono di voce l’a.d. di Eni Claudio Descalzi nel commentare l’inchiesta sullo smaltimento dei rifiuti petroliferi che ha coinvolto il centro oli di Viggiano (Potenza), con il sequestro dell’impianto, il blocco delle attività e l’arresto domiciliare di 5 persone. Descalzi si dice «tranquillo», ma si infervora indicando «chi dice, senza sapere quello che facciamo, che siamo degli avvelenatori». «È la cosa che mi fa indignare di più - afferma visibilmente irritato - perché non avveleniamo nessuno, lo fa invece chi racconta cose senza capire e approfondire, avvelenando il sistema industriale e l’ambiente sociale». Descalzi, che ribadisce «tutto il rispetto e la collaborazione che vogliamo dare alla Magistratura che sta indagando sul caso», sottolinea come in Eni «siamo tranquilli per tutte l’attività che abbiamo fatto e sulle verifiche che facciamo, su cui metto le mani sul fuoco».

Per il manager Eni «fare chiarezza» è più importante che riprendere una produzione di 75mila barili, di cui il 60% di competenza del gruppo. «Quando ripartirà la produzione non lo so - chiarisce - l’importante non è riprenderla, ma fare chiarezza su quello che succede». «Vogliamo andare fino in fondo a questa vicenda - sottolinea - prima di tutto per il rispetto e l’attenzione che abbiamo nei confronti dei territori che ci accolgono». Rispetto e attenzione che il manager Eni quantifica in «4,2 miliardi di euro investiti in sicurezza e sostenibilità ambientale», con ulteriori 2,5 miliardi” previsti. Quanto le persone arrestate, invece, «non sono nostri dirigenti - chiarisce - non so per cosa siano inquisiti, lasciamo fare il corso all’indagine».